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Se ti limiti a considerare la terra e con un colpo di spugna elimini l’ipotesi di un qualunque cielo, il futuro diventa un’ipotesi che si nutre di ansia e di paura o riscalda vecchie ideologie che pensano di poter davvero instaurare un paradiso a tempo determinato su questo pianeta.
Meditare sull’Assunzione di Maria è riappropriarsi di un respiro differente, di uno sguardo che contempla la storia oltre la storia e considera un lieto epilogo per i giorni della nostra umanità.
La Vergine che ha accolto il saluto dell’angelo e ha visitato l’anziana cugina, la donna che ha cantato la storia dal punto di vista dell’Altissimo diventa segno della pienezza della comunione definitiva tra Dio e la Chiesa.
Il dolce domani è ricongiungersi definitivamente al Figlio, godere della visione del Padre e ascoltare il canto dello Spirito che riporta a casa tutti gli uomini di buona volontà.
Maria, madre della Chiesa è lì a testimoniare che nulla è impossibile a Dio e il bene compiuto non resta prigioniero a lungo in un sepolcro, ma è chiamato a risorgere dove il peccato è definitivamente sconfitto e la morte ha più alcuno spazio per agire.
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