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Ci sei Tu e quando non sei al primo posto la mia capacità d’amare risulta contaminata da forme più o meno consapevoli di egoismo che mi allontanano dalla verità del dono e della gratuità.
Una madre, un figlio, una fidanzata, un lavoro, una casa, un’attività di volontariato sono rapporti che diventano autentici nella misura in cui non perdono il riferimento con la tua Parola e non si sottraggono all’impegno e alla fatica di portare la propria croce.
Quando gli altri diventano solo un’occasione per ricercare sé stessi le nostre scelte dipendono dalle emozioni del momento e la ricerca della giustizia è sostituita dal nostro immediato tornaconto.
Seguirti è rinunciare all’uso strumentale delle persone, è sceglierti come luce che illumina ogni angolo della nostra vita e mette in evidenza il limite di un amore ferito o malato.
Seguirti è rimettere in discussione l’istinto da cui nasce un’azione per ritrovare le ragioni di una fede che non eviti l’ostacolo che abbiamo di fronte.
Seguirti è non rinnegarti quando il prezzo da pagare non risulta conveniente.
Ci sei Tu e quanto è importante accoglierti nella scomoda profezia di chi non scende a patti con il male e non propone soluzioni in netto contrasto con il Vangelo.
Ci sei Tu e solo nella tua giustizia è possibile superare le iniquità di un mondo che dimentica spesso i piccoli e i deboli.
Ci sei Tu e per includere realmente gli altri nella nostra vita, il rapporto con te deve essere esclusivo e abbracciare ogni stanza della nostra esistenza.
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