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Tra uno schermo e l’altro riusciremo a trovare il tempo per rispondere a una chiamata che non richiede l’uso di un oggetto tecnologico, ma la presenza di una coscienza vigile e attenta?
Dopo tanti appelli, arriverà puntuale anche il nostro e il tempo che abbiamo è prezioso per convertire il nostro rifiuto in disponibilità a prendere parte alla festa di nozze del Figlio di Dio.
Ci sarà sempre una giustificazione per rimandare a domani, un motivo qualunque per ignorare l’appello ricevuto, una distrazione che occupa lo spazio della nostra mente e del nostro cuore…
L’abito ricevuto il giorno del nostro Battesimo chiede di essere indossato, mantenuto in buon ordine e lavato accuratamente quando si sporca per un qualunque motivo.
La Grazia che ci ha raggiunto e ci rende parte della Chiesa non è un rituale magico che possa garantirci automaticamente la salvezza. Là dove il dono di un Sacramento è solo un vecchio ricordo, una fotografia scolorita, un atto riportato su un libro ingiallito, c’è solo una forma che ha smarrito il proprio contenuto.
Il Battesimo chiede di essere compreso, interpretato e vissuto ogni giorno, perché Dio non smetterà mai di essere Padre, ma noi possiamo dimenticare più volte di essere suoi figli e condurre una vita che non ha più spazio e tempo per far crescere e alimentare la fede.
Selezionare accuratamente i troppi inviti che reclamano la nostra attenzione, abbandonare la superficialità che colloca ogni messaggio sullo stesso piano e riscoprire la centralità di Dio nelle nostre vite è riappropriarsi di una spiritualità che possa davvero incidere sulle scelte di ogni giorno.
Il tempo che ci è dato, se speso bene, è quello di cui abbiamo bisogno per ritrovare la leggerezza e la profondità di un abito che è quello giusto per fare davvero festa.
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