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La tentazione di poter evitare ogni difficoltà e di raggiungere i propri obiettivi senza troppa fatica e dispersione di forze può indurre in errore chiunque, anche chi presto avrà il compito di guidare la prima comunità cristiana. Pietro ha appena confessato la propria fede in Gesù, ha affermato che è il Cristo, il figlio del Dio vivente, ma appare lontano da una piena comprensione delle parole che detto. Gesù lo invita ad andare dietro di lui per evitare di scegliere un percorso che non è quello voluto da Dio, ma di chi si oppone a lui.
Umanamente, abbiamo una certa propensione a scegliere percorsi alternativi e se ci suggeriscono una scorciatoia, imbocchiamo il sentiero senza farci troppe domande.
Prendere la propria croce è accettare di vivere la vita sino in fondo, è riconoscere il senso della fatica, del dolore e della sofferenza ed è professare il volto autentico del Cristo rinunciando a costruirne un’imitazione a nostro uso e consumo.
Il mondo offrirà sempre vie più brevi, strade più agevoli e corsi privi di qualunque ostacolo, ma la fede abbraccia la Passione e la Morte per raggiungere la Risurrezione e non esiste alcuna scorciatoia che meriti di essere presa in considerazione.
Solo chi apparentemente perde sé stesso può ritrovarsi dove tace l’egoismo e prende vita la verità di quello che siamo di fronte a Dio.
L’apparente sconfitta, per chi crede in Gesù, è l’annuncio della vittoria che guarisce e salva chi decide di seguirlo umilmente.
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