 |
Il mattino ha l’oro in bocca e perle di silenzio che raccolgo ai primi segnali di luce del nuovo giorno.
La Parola sempre antica e sempre nuova, prima delle parole che durano solo qualche istante, prima del gioco delle molteplici illusioni e dei miraggi di fine stagione.
Il mattino e, già sono in piedi e mi sembra un miracolo che si ripete ogni giorno e no, non riesco proprio a darlo per scontato o a pensare che sia solo un caso e che non ci sia nessuna ragione.
Il mattino e la dolcezza di una solitudine che non è isolamento, ma coscienza vigile che prende parte al progetto di una creazione e ringrazia per il canto degli uccelli, per i colori dell’alba e per quel segno di croce che trasfigura l’intero universo.
Il mattino è un campo che nasconde infiniti tesori e ogni giorno è necessario vendere tutto per riuscire a scoprire quel piccolo lembo di terra che nasconde l’orizzonte di un senso che restituisce un sogno per domani.
Il mattino è una parabola, un racconto che si ripete e ascoltando l’eco del passato suggerisce l’ipotesi di un altro futuro.
Il mattino è impegno, è preparare la celebrazione di un’Eucaristia che è l’unico sacrificio capace di ripetersi sempre nuovo e non ha importanza se ho dormito a sufficienza, se sono in forma o se prevale la stanchezza… quello che realmente conta è scegliere di essere strumento intelligente di un Dio che non rinuncia a essere presente nei nostri giorni.
E quando sarà sera, spero di avere ancora un po’ di luce per ricordare a me stesso che sto solo ritornando a casa…
|
|
|