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Quello che andrebbe detto all’orecchio del fratello, spesso e volentieri diventa un post pubblico sui social che passa attraverso un ampio uditorio nella speranza di poter raggiungere il destinatario.
È comodo invertire l’ordine dei fattori e bypassare il livello personale per evitare il conflitto e cercare il consenso degli altri per sostenere le proprie ragioni.
Capita anche all’interno della comunità dei credenti in Cristo di rinunciare ai passaggi suggeriti da questa pagina di Vangelo e di scegliere la pubblica piazza del pettegolezzo e del chiacchiericcio che oltre a non correggere nessuno, alimenta il livello più infimo della comunicazione tra esseri umani.
La perdita del senso di ciò che appartiene al privato trasforma qualsiasi questione in una notizia di cui potremmo tranquillamente fare a meno.
Se davvero vuoi bene a qualcuno, cercherai di tutelarlo in ogni modo possibile e spererai sinceramente di poter risolvere il problema affrontandolo direttamente.
Se la sua risposta sarà un muro, chiederai aiuto a persone discrete e, ti rivolgerai alla comunità solo in ultima istanza e nel caso che la questione davvero meriti l’attenzione dei più.
Eviterai i social come la peste per il tuo e il suo bene e porterai nella tua preghiera quel motivo di sofferenza, di delusione e di scoraggiamento.
E, prima di correggere il fratello, ti guarderai sinceramente allo specchio per evitare di ingigantire un moscerino e di pensare che la trave davanti all’occhio sia solo uno stuzzicadenti.
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