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Possiamo spendere tutti i nostri giorni considerandoci padroni del tempo e dello spazio, delle persone che ci sono state affidate e dei beni materiali di cui disponiamo.
Possiamo gloriarci dei titoli che abbiamo conquistato, delle classifiche che ci vedono nelle prime posizioni e della nostra interpretazione di una vita che non è mai andata oltre alle regole del Monopoli o del Risiko.
Possiamo mettere a tacere chi ci ricorda che non siamo padroni di niente, combattere in ogni modo la voce della nostra coscienza e provare a cancellare il nome di Dio da questa terra per prendere il suo posto, ma la realtà un giorno scriverà su una lapide il nostro nome e la durata della nostra esistenza.
Non siamo padroni di niente e quello che Dio ha donato a noi un giorno, domani sarà affidato alla cura di chi neanche possiamo immaginare.
Non siamo padroni di niente e dovremmo essere responsabili di tutti i beni e le persone che entrano a far parte della nostra vita.
Non siamo padroni di niente e quando la malattia bussa alla porta della nostra casa, siamo solo bambini che cercano aiuto disperatamente.
La vigna non è nostra e un giorno rivelerà se siamo stati capaci di dare frutto o se ci siamo lasciati piegare dalla logica del possesso e del consumo fine a sé stesso.
Riscoprire di primo mattino la voce di un grazie, cercare di condividere con affetto e di non lasciarci travolgere dal desiderio di sottrarre agli altri e orientare il nostro sguardo dove il soffio dello Spirito rivela il volto del Padre nelle parole del Figlio…
Tutto è Grazia e non riuscire a comprendere il senso dei doni ricevuti è il segno evidente di una miseria che consuma l’anima senza produrre alcun frutto.
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