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Sono tanti quelli che ripetono ad libitum di dare a Cesare quello che è di Cesare e scordano liberamente il resto della citazione evangelica.
Il senso religioso di questi tempi malati è sempre più immanente, circoscritto alle cose che passano e orfano di una dimensione spirituale che si ponga il problema di dare a Dio quel che gli appartiene.
Davvero a salvarci sarà il corretto smaltimento dei rifiuti, il pagamento delle tasse e un pensiero inclusivo?
Davvero la beatitudine si ottiene acquistando un’automobile elettrica, spegnendo il condizionatore e tessendo le lodi di uno dei tanti Caino in circolazione?
Non dico che non siano aspetti importanti su cui riflettere, ma la promessa di un paradiso minuscolo su questa terra non placa il desiderio di quel di più che bussa alle porte delle cose che non finiscono, degli affetti che non si arrendono alla scritta di una lapide e di una casa che non debba più temere la furia del vento dei giorni.
Così, mi pongo il problema di tornare a dare a Dio quello che gli appartiene…
Dare a Dio la vita che da Lui abbiamo ricevuto, il silenzio e la preghiera di chi desidera vivere il tempo e non limitarsi a subirlo, gli orizzonti di un tramonto che non può chiudersi senza una preghiera e un segno di croce.
Dare a Dio il vestito della festa e la centralità di una domenica che ravvivi la memoria del sacrificio del Signore e la volontà di vivere pienamente il giorno della Risurrezione.
Dare a Dio la confessione del limite e delle colpe per ricevere la misericordia che colma il vuoto di ogni peccato.
Dare a Dio una fede che sappia riconoscerlo nei piccoli e non opti per passare dall’altra parte della strada e per ignorare la voce di chiede aiuto.
Dare a Dio e restituirgli quella centralità che abbiamo smarrito nel labirinto dei nostri affari, nei vicoli ciechi della presunta efficienza e nella jungla delle applicazioni che ti suggeriscono anche quando devi respirare.
Dare a Dio, semplicemente e liberamente, con la verità di quello che siamo e l’amore di chi non rinuncia a credere che la vita ci spinge oltre…
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