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C’è ancora una manifestazione del Signore, un’Epifania che lo ritrae adulto nel deserto in cui Giovanni ha preparato le strade della sua venuta.
Se il Natale dei consumi e delle luci sulle strade è ormai riposto in un vecchio scatolone, quello di chi lo vuole vivere sino in fondo è ancora in festa e celebra il Battesimo del Signore.
Gesù non ha vergogna di perdersi tra i peccatori, di essere confuso tra quanti desiderano ricominciare e provare a essere migliori e vincendo la resistenza del Battista, riceve quel battesimo di penitenza di cui certo non avrebbe alcun bisogno.
La giustizia deve compiersi e si realizza nell’obbedienza alla volontà del Padre: non siamo abbandonati alle nostre fragilità e ai nostri peccati, perché Gesù sceglie di condividere la nostra condizione umana e ci mostra come viverla nella dignità dei figli di Dio.
Il Battesimo che abbiamo ricevuto non è il gesto penitenziale proposto dal Battista, ma un sacramento che ci rende figli di Dio e parte del corpo del Signore che è la Chiesa che ci ha accolti.
Una voce dal cielo ci ricorda che è a Lui che dobbiamo guardare per imparare a pensare e ad agire da figli e non da servi.
L’altro Natale è un buon punto di partenza per riscoprire il dono che abbiamo ricevuto e per approfondire il senso della nostra vocazione.
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