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Cattivo esempio 3 
mercoledì, 16 febbraio, 2011, 19:14


Gattuso Gennaro: peggio di Materazzi!
La fascia di capitano del Milan sul braccio di un calciatore che avrà tanto cuore, pochissimi polmoni e neanche un briciolo di testa è inaccettabile.
Si può perdere, ma non si può cadere come polli di fronte alle provocazioni di Joe Jordan e rimediare una figuraccia capace di redimere l'Inter di Valencia.
Spero che arrivi una punizione esemplare, che la squalifica sia di quelle lunghissime e che la società addebiti i danni sullo stipendio dell'ex testimonial della Vodafone.
E Allegri? Dov'era durante la sceneggiata? Non è in grado di usare guinzaglio e museruola con il senatore rabbioso?
L'Inter è diventata il Milan e viceversa: la palma dei buffoni è tutta per la società di Via Turati.
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A volte... 
martedì, 15 febbraio, 2011, 10:10


A volte un tempo è qualcosa di più: è malattia e guarigione, è sconfitta e successo, è la fine, ma segna anche un nuovo inizio.
A volte sei adulto e, tuttavia, ancora quel bambino e già quel vecchio in cui ti sembra di poterti riconoscere.
A volte un tempo è tutto il tempo: è la guerra ch'è finita e la sommossa che un esercito non riesce a governare, è il tiranno spodestato da un trono, ma anche il volto amabile del futuro despota che si sta accomodando.
A volte continuiamo a non capire e riproduciamo schemi mentali e storici che abbiamo appreso solo apparentemente: utilizziamo la memoria come un calco che torna a imprimere le stesse ferite, le medesime offese e riusciamo a stupirci di quell'unico inevitabile risultato ch'è lo stesso di sempre.
A volte dovremmo imparare davvero, provare a ricomporre un giorno a partire dal suo profilo migliore e trovare maggiore sincronia con quell'attimo che contiene i frammenti della realtà e dell'illusione.
A volte un tempo è l'infinito che continuiamo a negare, con i piedi drammaticamente incollati ai giorni di una storia che, senza un desiderio autentico d'eternità, non può che riprodurre fedelmente la prigione che abbiamo costruito e dal quale rifiutiamo di evadere.
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Dubito e non dubito... 
lunedì, 14 febbraio, 2011, 10:43


Se osservo il mercato, la folla, la pretesa dell'evidenza, il fanatismo, il turismo "spirituale" di chi non si perde un miracolo o un'apparizione, allora, riconosco che qualche perplessità me la porto dentro.
Se guardo alla fede del singolo, alle persone che scelgono di cambiare vita, ai testimoni che con immediatezza e semplicità raccontano la loro esperienza, tutto appare sotto una luce completamente nuova.
Ho rispetto per quanti credono in queste apparizioni e, sono convinto, che tutto il bene viene da Dio e a Dio ritorna.
Da un punto di vista personale, almeno oggi, non sento il bisogno di partire e di andare in un determinato luogo per sentirmi più vicino a Dio o per esprimere la mia devozione nei confronti della madre di Gesù, ma è chiaro che si tratta di una scelta personale.
Non ho mai incoraggiato nessuno in quella direzione, ma non me la sentirei neanche di scoraggiare chi sente il bisogno di recarsi a Medjugorje.
La Chiesa non obbliga nessuno ala credere nelle apparizioni mariane, non lo fa neanche quando essa stessa le riconosce autentiche: sono convinto che il reale valore e significato di questi eventi appartenga alla sfera privata di ogni persona e mi infastidiscono tanto le enfasi miracolistiche, quanto le risposte denigratorie di chi afferma con, non si sa bene quale certezza, che tutto sia falso.
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Illumina e custodisci 
venerdì, 11 febbraio, 2011, 10:55


Si recita velocemente da bambini, prima di addormentarsi o dopo un brutto sogno: si attende la sua presenza per ritornare sereni, la sua parola per restare tranquilli, la sua luce per sconfiggere il buio della notte.
Gli adulti, dimenticano in fretta il bisogno di una guida, credono di essere cresciuti a sufficienza e di poter fare a meno di questo prezioso suggeritore che dalla "Pietà Celeste" veglia accanto a noi.
Capita di ritrovarlo nel corso del proprio viaggio, di riconoscerlo e di sentire che per lui nulla è cambiato: sei ancora quel bambino che cerca rassicurazione e protezione.
E' dentro di me, mentre scrivo queste parole dettate da un cuore che rifiuta i limiti e le censure dell'apparente ragione.
L'Angelo Custode, quello che allontanò da me lo spettro della tubercolosi e incoraggiava il mio canto per spegnere il tormento dell'abbandono in quella prigione in cui i bambini malati aspettavano pazienti la venuta del giorno.
L'Angelo Custode che mi sussurrò con qualche attimo d'anticipo la morte di mia madre e mi aiutò ad affidarmi nel momento in cui, solo, avrei potuto conoscere disperazione.
L'Angelo Custode che quel giorno fece ritorno, che soggiornò a casa mia e che da quel momento appartiene a ogni singolo istante della mia vita.
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Stati Uniti di Arcore 
giovedì, 10 febbraio, 2011, 10:28


Gli Stati Uniti di Arcore sono pronti a fare causa allo stato e il presidente senza alcun consiglio, è ormai in balia di un delirio di onnipotenza che mescola la cronaca giudiziaria con l'avanspettacolo.
Non è che abbia più tanta voglia di ridere: siamo tutti parte di questo reality a premi con debito pubblico milionario; se non siamo ballerine, rischiamo di riscoprirci improvvisamente nella parte dei nani.
Forse non lo abbiamo ancora capito, ma da questo gioco nessuno potrà uscire vincente.
Non esiste un governo e non esiste un'opposizione che abbia numeri e credibilità per restituire un minimo di dignità al nostro paese.
L'ironia della sorte ci pone di fronte ai festeggiamenti per i 150 anni della nostra Repubblica, con la partecipazione straordinaria di un buon numero di Italiani convinti di essere nati in Padania.
Garofani appassiti, martelli che si abbattono sulle falci, scudi incrociati come le dita di un giuramento falso e il continuo riciclo delle stesse carte che cambiano simboli, ma restano del medesimo valore. Non distinguiamo più la regina di cuori dal due di picche e tra un arroco e l'altro continua una patta infinita e, non mi riferisco a quella dei pantaloni.
E' tempo di rimboccarsi le maniche e, per una volta, di abbandonare i propositi marini per andare alle urne.
I politici con un minimo di buona volontà dovrebbero superare la logica degli schieramenti e coalizzarsi sulla base di ciò ch'è essenziale per il nostro paese.
Chi s'illude che esista un fondo e che siamo ormai prossimi al contatto è un ingenuo: ci sono un buon numero di topi che rischiano di annegare nella convinzione di avere a disposizione ancora parecchio tempo prima di affondare.
La Grecia è assai più vicina della Cina e non è solo una constatazione geografica.
Non tutte le apocalissi vengono per nuocere.
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