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	<title>Dieffe Coffee Break</title>
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	<modified>2012-02-05T17:06:26Z</modified>
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		<name>Don Fabio</name>
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	<copyright>Copyright 2012, Don Fabio</copyright>
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		<title>Monotono...</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/monotono.jpg" width="484" height="605" border="0" alt="" /><br /><br />Che monotonia il posto fisso, molto meglio poter cambiare panchina ogni giorno, rallegrarsi della neve o del sole e mangiare a giorni alterni. <br />Se una battuta come quella di Monti sul posto di lavoro fisso fosse stata pronunciata da Silvio Berlusconi, la rete si sarebbe indignata e le sinistre avrebbero cavalcato l&#039;onda, ma all&#039;uomo trilaterale del Bilderberg e della Goldman, tutto è consentito. <br />Questo messia del nuovo ordine mondiale è un salvatore che resta perplesso se qualcuno parla in termini di potere delle sue funzioni, certo, siamo tutti convinti che il suo sia servizio e lei abbia a cuore la sorte del nostro paese e non gli interessi di quella fetida categoria di uomini che ha trascinato il mondo in questa prospettiva di investitori, sciacalli &amp; affini. <br />Chissà di quanto tempo avremo ancora bisogno per prendere coscienza che il mondo dello spread, dei titoli di borsa e della crescita è una bugia che ha appena iniziato a presentare il conto.  ]]></content>
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		<issued>2012-02-02T00:00:00Z</issued>
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		<title>Senza paura</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/past.jpg" width="484" height="324" border="0" alt="" /><br /><br />Non ho paura di quel che chiami futuro: quando e se giungerà infine dalle nostre parti, sarà presente e non resterà tale che per una manciata di secondi. <br />Ha davvero senso perdersi nel girone dei fantasmi inquieti che preannunciano sventure e prendono il comando delle ansie? <br />Chi guadagna con la paura inventa prima la malattia e subito dopo il rimedio.<br />Chi capitalizza con l&#039;angoscia continua ad acquistare mezzi che producono morte e distruzione e taglia i contributi all&#039;istruzione e alla sanità.<br />Bisognerebbe osservare meglio questi feudatari del terzo millennio e rider loro in faccia sino a spazzarli via. <br />Si tengano pure il futuro di cui ci stanno privando e, mentre restano in attesa di quel che verrà, riprendiamoci il presente e smettiamo di subire quel che sta accadendo: non è inevitabile come potrebbe sembrare.    <br />Senza paura è possibile tornare a decidere chi davvero può cambiare questo tempo ch&#039;è nostro. <br />Senza paura puoi decidere di non viaggiare inutilmente ed evitare di alimentare il giocattolo del greggio.<br />Senza paura resti a casa a leggere un libro e, improvvisamente, il gieffe chiude i battenti.<br />Senza paura puoi evitare di acquistare il cibo spazzatura  e premiare chi produce rispettando l&#039;ambiente e scegliendo la qualità.<br />Senza paura puoi acquistare quello di cui hai davvero bisogno, puoi smettere di sprecare inutilmente e puoi ritrovare il gusto delle cose semplici.<br />Senza paura, il presente è davvero tuo e, basta aspettare ancora un attimo e ci sentiremo meno soli nel chiedere che la vita sia vita e che il soldo inesistente si converta in pomodori e patate. <br />]]></content>
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		<issued>2012-01-28T00:00:00Z</issued>
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		<title>Carta e penna...</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/genova01.jpg" width="484" height="484" border="0" alt="" /><br /><br />E&#039; di carta e penna il mio ritorno al futuro. E&#039; un quaderno acquistato in una cartoleria del centro di Genova, è una pilot recuperata in una tasca dello zainetto, è la fatica di scrivere a mano come non mi capitava da qualche decennio.<br />E&#039; bisogno di fare pace col tempo e di non lasciarsi travolgere da una tecnologia che allunga il passo proprio nel momento in cui ho voglia di rallentare, di fermarmi, di respirare. <br />Ho osservato un quadernetto nero, l&#039;ho desiderato e in un balzo quantico mi sono ritrovato a scrivere seduto sui gradini di S.Stefano, come se l&#039;anno che corre, fosse il 1979 e non il 2012. <br />Forse il 21 dicembre non finisce davvero il mondo e i Maya volevano solo ricordarci che questo tempo più che calcolato andrebbe vissuto e nuovamente inventato. <br />Forse è tempo che questo mondo finisca, perché un nuovo inizio ci restituisca quel che abbiamo perduto.<br />Traccio su carta e questa piccola antica novità, oggi riesce a commuovermi e a farmi stare bene: benedetta sia l&#039;assenza di una tastiera e di un mouse, per oggi, m&#039;illumino d&#039;inchiostro.]]></content>
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		<issued>2012-01-24T00:00:00Z</issued>
		<modified>2012-01-24T00:00:00Z</modified>
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		<title>Sogno dunque esisto</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/segnando.JPG" width="484" height="487" border="0" alt="" /><br /><br />Sogno dunque esisto e come accade sempre, dopo ogni notte c&#039;è un risveglio. L&#039;immagine si dissolve, un corpo si consuma, ma l&#039;essenza di ciò che vive è coscienza e nell&#039;Io sono di Dio, c&#039;è posto per l&#039;io sono di un uomo che non è e non sarà mai qualunque. <br />Sogno dunque viaggio e in attesa della Luce ho il compito di apprendere l&#039;arte di distinguere i colori, di mescolarli con cura e di fare in modo che la vita non diventi un incubo. <br />Sogno dunque amo e nella pura astrazione c&#039;è una concretezza che ricorda la necessità di continuare l&#039;opera della creazione e di credere che ogni opera prima di essere tale, è pura immaginazione. <br />Sogno dunque credo e per quanto possa osservare il vuoto di questa stanza, avverto la presenza e la forza di quanto all&#039;occhio umano risulta invisibile. <br />Sogno e nel buio di una tenebra persistente, provo a muovere comunque i miei passi e a superare gli ostacoli con l&#039;aiuto e i suggerimenti della voce che dentro risuona. <br />Sogno e attendo l&#039;epilogo in compagnia dei fantasmi che non vanno combattuti, ma ascoltati e accolti senza nessuna paura.]]></content>
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		<issued>2012-01-17T00:00:00Z</issued>
		<modified>2012-01-17T00:00:00Z</modified>
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		<title>Etica del lavoro: commenti </title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/apeope.JPG" width="484" height="412" border="0" alt="" /><br /><br />Ho postato in prima pagina un articolo inviatomi dal Dr Claudio Delfini: se qualcuno desidera commentare può farlo qui! ]]></content>
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		<issued>2012-01-16T00:00:00Z</issued>
		<modified>2012-01-16T00:00:00Z</modified>
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		<title>Quello che non capisco...</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/altravita.jpg" width="427" height="640" border="0" alt="" /><br /><br />Ha ancora senso restare? <br />Sono sempre più convinto di aver fatto il mio tempo tra queste mura mai diventate casa e questi corridoi che soffiano parole pronunciate a mezza strada tra l&#039;accusa e il suggerimento. <br />Hanno senso i sacrifici che non si vedono e che qualcuno impugna come un&#039;arma alimentando pettegolezzi e dicerie? <br />Più ti avvicini al Vangelo e più costituisci un problema, perché la libertà di pensiero e di movimento che Gesù si è concesso, anche a distanza di millenni, trova sempre una corrente farisaica che sceglie  la forma a scapito del suo contenuto.<br />Dovrei essere a mio agio nel beato mondo delle gelosie, delle invidie e delle discordie? <br />Dovrei credere alle pretestuose motivazioni di chi avvelena l&#039;aria per il bene di tutti? <br />Quello che davvero non capisco è questo continuo tirare in ballo Dio per giustificare un mondo di bassezze del tutto umane. <br />Per oggi mi fermo qui, ma verrà un tempo per parole più chiare e dirette.     ]]></content>
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		<issued>2012-01-13T00:00:00Z</issued>
		<modified>2012-01-13T00:00:00Z</modified>
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		<title>Un treno per domani</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/arrivi.JPG" width="484" height="298" border="0" alt="" /><br /><br />Ci vuol coraggio per presentarsi ogni giorno alla stazione, per passeggiare tra un binario e l&#039;altro e restare in attesa di un treno che non arriva mai. <br />Ti prepari ogni giorno, fai una doccia, a volte ti radi e ti avvii velocemente per ritornare dove sei stato il giorno precedente e dove sarai quello successivo. <br />A volte ti abbatti e sei giù di corda, in altri casi, continui a ripeterti che forse arriverà domani. <br />Provi a sorridere e ti chiedi dove sia l&#039;errore; sarà nella tabella dei tuoi arrivi? Sarà la stazione ad essere sbagliata? Saranno gli altri o sei semplicemente tu e quell&#039;ostinazione nel credere in quel miracolo che avrebbe bisogno di più fede di quanto non sappiano sopportare le tue spalle?<br />Ci vorrebbe più compassione e più silenzio, ci vorrebbe la pace che si astiene dal giudizio e quella leggerezza che non smette di sognare e riesce a non cercare rifugio in superficie. <br />Qualcuno attende insieme a te, altri si sono stancati da tempo e umanamente posso anche capire che non siano pochi quelli che si sono arresi. <br />Come ogni giorno, ho scelto di non disertare il mio appuntamento e coltivo un po&#039; di speranza nel mio giardino neanche troppo segreto. <br />Un treno per domani dovrà pur arrivare e, forse, l&#039;unico compito che ho ricevuto è di allevare e far crescere la pazienza tra il bambino di ieri e l&#039;adulto di oggi. Chissà che insieme al vecchio non arrivi pure il saggio... ]]></content>
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		<issued>2012-01-10T00:00:00Z</issued>
		<modified>2012-01-10T00:00:00Z</modified>
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		<title>Il pozzo dei desideri</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/pollitica.JPG" width="484" height="484" border="0" alt="" /><br /><br />Non lo dice mai nessuno, ma il pozzo dei desideri conduce dritto dritto alla fogna. <br />Lo stato si fa allibratore e da tempo offre il sogno di una vita nei panni del turista o la magica sestina di numeri che cambierà la vita per sempre: non ha pudore né dignita nel raccontare storie in cui la vittoria, non ha niente a che vedere con la scelta di un lavoro onesto. <br />Si vince scegliendo accuratamente le proprie amicizie e concedendo le proprie grazie quando il bacio di un principe, aspetta solo le nostre labbra per trasformare una panettiera in un consigliere regionale o un idraulico in un deputato. <br />Si vince sempre quando ad aiutarti è un commercialista illusionista che fa scomparire un capitale ed è pronto a farlo riapparire dove lo stato latita e non si permette di mettere le mani nel portafoglio dei propri contribuenti. <br />Si vince tutto e, se non ti resta altra scelta che la lotteria nazionale, risparmia almeno i soldi per due metri di corda e un pezzo di sapone. <br />Lo stato, sempre più feudo, sempre meno comunità civile, ti raccomanda la legalità per la tua prima volta che sostituisce l&#039;amore con la tua prima puntata sul derby che verrà. <br />Non lo dicono i nostri parlamentari, ma il pozzo dei desideri conduce dritto dritto dove l&#039;odore dei soldi si mescola con quello delle feci. ]]></content>
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		<issued>2012-01-09T00:00:00Z</issued>
		<modified>2012-01-09T00:00:00Z</modified>
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		<title>Dall&amp;#039;altra parte...</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/otherline.JPG" width="484" height="469" border="0" alt="" /><br /><br />Come si sta dall&#039;altra parte? <br />Ti sei mai chiesto che tempo fa oltre il confine? <br />Non immagini neanche quanto sia profonda la sofferenza di chi ricorda bene quanto è accaduto, di chi riceve in eredità parole e gesti che pesano come un macigno sulla vita quotidiana. <br />Non puoi certo avere un&#039;idea di che cosa significhi affrontare le piccole banalità di ogni giorno, quando sei preoccupato di quel che può accadere a una persona a cui vuoi bene e che riesce a farsi male con le proprie mani.<br />A volte è un bicchiere o una pasticca, a volte è polvere chimica  e, per chi osserva dal punto di vista della sobrietà, non resta che una tristezza muta, un nodo alla gola, un vuoto allo stomaco e, quando si è fortunati, qualche lacrima. <br />Chiudi la porta di casa e ti abbandoni sul divano con l&#039;unico desiderio di respirare in modo profondo e di ripetere a te stesso che non conosci ancora la fine di una storia, che non hai nessun diritto di giudicare e che devi ritrovare in tempi brevi un attimo di quiete. <br />C&#039;è un tempo in cui sei ricco di parole che esprimono il senso del sacrificio e, c&#039;è un tempo in cui non hai più nessuna voglia di dare voce a quanto appartiene più alla vita che al mondo delle idee. <br />Dall&#039;altra parte, non ti resta che una preghiera, un angelo custode e la voglia di ripetere a te stesso che non hai nessuna intenzione di lasciar perdere e di arrenderti. <br />Apri le finestre al giorno successivo e provi a dire grazie, accarezzi un gatto, bevi un caffé e ne trattieni in bocca l&#039;aroma...<br />Continui a credere che tutta questa tristezza, alla fine del viaggio, non sarà stata inutile. ]]></content>
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		<issued>2012-01-03T00:00:00Z</issued>
		<modified>2012-01-03T00:00:00Z</modified>
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		<title>Dammi un sogno in più</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.santacaterina.asti.it/blog/coffee/index.php?entry=entry111230-082523" />
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img src="images/B2012.JPG" width="484" height="270" border="0" alt="" /><br /><br />Non desidero il frastuono di una notte, la bocca impastata e lo stomaco pesante. <br />Non amo più di tanto i trenini che non vanno da nessuna parte e lo spreco di colore di coriandoli e stelle filanti che domani saranno solo spazzatura. <br />Non mi piace l&#039;odore della polvere da sparo e non attenderò la mezzanotte con due botti di gioia artificiale in mano. <br />Vorrei limitare il numero di telefonate e di messaggi che sovraccaricano le linee di auguri impersonali e di buoni propositi che il mattino del due gennaio non avranno più alcun valore. <br />Dammi un sogno in più, soltanto un sogno, la fatica e la volontà di realizzarlo e il tempo necessario per cambiare una delle tante zone d&#039;ombra della mia vita. <br />Dammi un sogno di più e le parole per poterlo condividere con le persone che amo. <br />Dammi un sogno in più, la semplicità di due dita di vino e un amico che abbia ancora il coraggio di sognare insieme a me. ]]></content>
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