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		<title>Dieffe Coffee Break</title>
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		<description><![CDATA[]]></description>
		<copyright>Copyright 2010, Don Fabio</copyright>
		<managingEditor>Don Fabio</managingEditor>
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			<title>Impantanato</title>
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			<description><![CDATA[<img src="images/neve10.JPG" width="484" height="363" border="0" alt="" /><br /><br />Non è la neve a provocare questo mio &quot;imperdonabile&quot; ritardo, ma la tecnologia che a volte, è un pantano non indifferente. Due notti fa il computer ha detto stop e la scheda madre se n&#039;è andata senza generare alcun figlio. <br />Recuperare il proprio lavoro, anche con l&#039;aiuto di regolari backup, non è sempre così elementare. <br />Ho urlato aiuto al nostro webmaster e, questa sera, appena uscito dal lavoro si è precipitato in ufficio per rimettere le cose a punto e anche puntino. <br />Lo so, non è poi una notizia, ma colgo comunque l&#039;occasione di non far passare questa giornata senza un saluto e due parole per chi transita da queste parti. <br />Domani è un altro giorno e si vedrà, diceva la Vanoni qualche anno fa e io, personalmente, le credo.<br />Le orme sono davvero mie all&#039;apertura della chiesa. <br />Buona serata a tutti e un miracolo, forse due, magari tre, per quel Milan nei pressi di Manchester.]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 19:09:25 GMT</pubDate>
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			<title>Sono fiero di te!</title>
			<link>http://www.santacaterina.asti.it/blog/coffee/index.php?entry=entry100309-094613</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/fierezza1.jpg" width="484" height="349" border="0" alt="" /><br /><br />Una volta padri e madri andavano fieri per l&#039;onestà dei loro figli, per la loro educazione o per i successi che potevano ottenere a scuola o nel mondo del lavoro. <br />Per molti genitori le cose non sono cambiate più di tanto, per altri sono subentrati motivi ulteriori di soddifazione e orgoglio per l&#039;operato dei loro amatissimi bamboccioni. <br />Il padre o la madre di chi entra in una fattoria, accede alla casa del grande fratello o sbarca su un&#039;isola ai confini del mondo, ha un buon numero di motivi in più per nutrire la propria fierezza. <br />Non tutti possono raccontare alla cassiera del supermercato che quello che ha bestemmiato in diretta è il proprio figlio e, pochi si possono vantare al bar di una figlia che in un paio di mesi è riuscita a collezionare quattro ragazzi differenti.<br />Non è dato a chiunque di poter esibire una fotografia in cui il proprio figlio è ritratto mentre firma un autografo sul seno di una ragazza in discoteca o di far vedere un filmato in cui è proprio il tuo pargolo quello che conosce addirittura il cognome del Presidente della Repubblica, anche se ha confuso il nome di battesimo. <br />Se fossi anch&#039;io genitore, eviterei di mandare mio figlio a scuola e gli ricorderei che 250.000 euro, lavorando onestamente, si mettono da parte in 30 anni: c&#039;è la crisi e bisogna tenerne conto, nel mondo dei reality, al contrario, gli affari vanno ancora a gonfie vele.   ]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 08:46:13 GMT</pubDate>
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			<title>Mimosa in ritardo</title>
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			<description><![CDATA[<img src="images/donne21.jpg" width="484" height="380" border="0" alt="" /><br /><br />Mimosa viaggia ancora in ritardo, copre il suo volto con un velo e dalla fessura della sua prigione, osserva la miseria di una libertà che attende un uomo pronto a denudarsi in un locale con luci soffuse e musica d&#039;aereoporto.<br />Mimosa è ancora una bambina, mentre un gruppo di stimabili professionisti sceglie una vacanza esotica; una di quelle per cui l&#039;unico problema è stabilire un prezzo. <br />Mimosa subisce ancora assurde menomazioni fisiche nel nome di superstizioni che sono lunghe a morire.<br />Mimosa viene condannata a morte per adulterio nel nome di un dio che ha meno misericordia di un qualunque essere umano. <br />Mimosa resta a casa da lavoro, perchè avrebbe dovuto fare attenzione ed evitare accuratamente quel figlio in arrivo. <br />Mimosa non è abbastanza intelligente e, se proprio vuole un posto in parlamento, può ottenerlo più facilmente se ha un passato da velina. <br />Mimosa ha bisogno di qualcosa di meglio e di più di un otto marzo sul calendario. <br />Mimosa ha raggiunto la bottega del fiorista, ma in troppi paesi, è ancora così distante dalla libertà dei campi.    ]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:21:39 GMT</pubDate>
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			<title>Mimosa in anticipo</title>
			<link>http://www.santacaterina.asti.it/blog/coffee/index.php?entry=entry100307-083626</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/mimosissima.jpg" width="375" height="500" border="0" alt="" /><br /><br />Quanto sono carini i &quot;maschietti&quot; che rincasano con un mazzetto di mimosa e una scatola di cioccolatini. Alcuni, ripetono l&#039;operazione a maggio, in occasione della festa della mamma o nel giorno dell&#039;anniversario di matrimonio, poi, non ci allarghiamo troppo perché il gioco è bello quando dura poco. <br />Qualcuno pensa di non essere maschilista perchè ha sradicato il fiorista pur di celebrare la festa della donna e, non ha alcuna importanza, se nei giorni &quot;non comandati&quot; preferisce la compagnia della televisione mentre la cena giunge puntuale in tavola  e la testa si abbassa sul piatto. <br />Qualcuno, quande cade l&#039;otto marzo, diventa un pozzo di carinerie sconosciute e di parole così dolci da rendere amaro anche il miele: una caricatura bella e buona di qell&#039;altro sé che circola &quot;senza dover chiedere mai&quot; per il resto dell&#039;anno. <br />Non c&#039;è niente di male in questa ricorrenza, almeno, là dove il rispetto, l&#039;attenzione e l&#039;affetto per la donna, non sono solo un&#039;imposta che va comunque pagata al pari del canone della televisione.  ]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 07:36:26 GMT</pubDate>
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			<title>Pilota di carta</title>
			<link>http://www.santacaterina.asti.it/blog/coffee/index.php?entry=entry100306-082332</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/volopage.jpg" width="333" height="500" border="0" alt="" /><br /><br />C&#039;è un pensiero che leggero si fa <br />pilota di carta, conduci la penna<br />attingi l&#039;inchiostro e levati alto,<br />segna le ali di un sogno impigrito<br />godi l&#039;ebbrezza del nuovo mattino<br />taglia l&#039;aria del vento contrario<br />colma di desiderio la nuova rotta. <br />Non sei per tutte le destinazioni,<br />sei per quel luogo che già conosci<br />di cui conservi un nome in memoria<br />una scritta di grafite sull&#039;anima,<br />c&#039;è un approdo che si dice sicuro<br />ma dimentica il senso del viaggio<br />c&#039;è una meta che promette riposo<br />a intorpidire lo stupore del volo.<br />C&#039;è un pensiero che profondo si fa<br />pilota di penna, traccia la carta<br />pensa mentre ti stai attraversando<br />e puoi godere l&#039;ottima compagnia<br />di chi bussa con te a quel mistero<br />nel silenzio d&#039;un mattino qualunque<br />nel gioco che unisce mente e corpo<br />e sa bene che c&#039;è ancora e di più.]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 07:23:32 GMT</pubDate>
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			<title>Restituire</title>
			<link>http://www.santacaterina.asti.it/blog/coffee/index.php?entry=entry100305-081243</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/restituire.jpg" width="336" height="500" border="0" alt="" /><br /><br />Sono ricco di un pallone nuovo che rimbalza al centro di una piazza: posso scegliere se sia più opportuno trattenerlo tra le mani per affermare la mia proprietà o di tirare un calcio per raggiungere un altro bambino che mi sta guardando. <br />Sono ricco di una seconda abitazione che può restare sfitta per decenni o rallegrarmi dei gerani sui balconi, delle tendine alle finestre e di una famiglia che potrà chiamare casa quel che per me è solo un bene tra i tanti.<br />Sono ricco di un&#039;impresa che contempla unicamente il profitto e sceglierà di fallire nel momento più opportuno, o di un&#039;azienda che continua a offrire posti di lavoro e risponde con precisione alle esigenze della propria clientela. <br />Sono ricco della mia cultura o della mia arte e autocompiacermi di me stesso, o conservare l&#039;umiltà di chi riesce a trovare in ogni persona, in ogni situazione e in ogni cosa, qualcosa da imparare. <br />Sono ricco di qualcosa che ho ricevuto e non mi sono dato da solo: sono libero di decidere se restituire quel dono o di trattenerlo in una tasca come se fosse solo un peso.  ]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 07:12:43 GMT</pubDate>
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			<title>Nei panni di Lazzaro</title>
			<link>http://www.santacaterina.asti.it/blog/coffee/index.php?entry=entry100304-094204</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/poverolazzaro.jpg" width="484" height="321" border="0" alt="" /><br /><br />Sono ricco del mio solo nome, puoi sorridere finché vuoi, ma nel Vangelo mi chiamo Lazzaro e la mia povertà è solo una condizione e non la mia identità. <br />E&#039; strano che un uomo del tuo lignaggio, compaia in quella stessa pagina del Vangelo di Luca, in compagnia di una carta di credito, ma non di un nome.<br />Tu sei ricco: puoi sottolinearlo con le tue proprietà, con le tue case, con le tue imprese, eppure, resti solo un uomo facoltoso, nulla di più. <br />Sono ricco del mio nome e, resto protetto dal seno di Abramo, dall&#039;ombra dell&#039;Altissimo che vorrebbe ricordati la dignità che mi hai negato. <br />Ti è così difficile considerarmi una persona, sei convinto che continuerò ad essere in eterno uno dei tanti strumenti della tua vita, un servo pronto a rispondere a ogni tuo desiderio e ordine. <br />C&#039;è un baratro tra la mia e la tua situazione e, nè il povero Lazzaro, nè Abramo possono aiutarti a superarlo... <br />Puoi farlo solo tu, ma devi imparare a guardarmi in faccia e a riconoscere che il mio volto è quello di un uomo che non puoi permetterti di disprezzare giudicando il mio abito e il vuoto delle mie tasche. Dovresti considerare quel vuoto più preoccupante che avvolge la tua anima, quel niente che ti porta ad accumulare la gioia effimera di una materia priva di ogni significato. <br />Sei decisamente più fortunato del ricco della parabola: per te e per me, qualcuno è già tornato dalle ombre per suggerirti che la vita è qualcosa di più grande del tuo corpo e dei mezzi di cui disponi. <br />C&#039;è una Parola che può rivelarti il mio nome e, soprattutto, può restituirti il tuo. <br />Se consideri le tue ricchezze come un&#039;opportunità di dono, non sei così lontano da quel salto che risulta impossibile agli uomini, ma non a Dio. <br />Questo tempo di Quaresima è un tempo opportuno per provare e riprovare quella misura che può essere superata, ogni volta che nel tuo cuore e nella tua mente, le maschere del povero e del ricco lasciano spazio a una fraternità possibile. <br /><br /><br />Per una maggiore comprensione riporto la pagina del Vangelo odierno<br />Lc 16, 19-31<br /><br />In quel tempo, Gesù disse ai farisei:<br />«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.<br />Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.<br />Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.<br />E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 08:42:04 GMT</pubDate>
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			<title>Me la canto e me la suono</title>
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			<description><![CDATA[<img src="images/byguitar.jpg" width="330" height="500" border="0" alt="" /><br /><br />Me la canto e me la suono da suono da solo, perché è così se mi piace ed è così anche se non mi va. <br />In pratica, questo sito non può più contare su nessuno e sta diventando un po&#039; troppo a mia immagine e somiglianza. <br />Non avevo nessuna intenzione di creare un sito personale, ma senza contributi esterni l&#039;unica firma che leggo è la mia.<br />E&#039; così difficile scrivere un articolo per segnalare anche agli altri quel che si fa a catechismo, nei gruppi giovanili, in oratorio, nel gruppo famiglie? <br />Sembra proprio di si, perché le rare volte che appare un articolo non mio, non è certo un fatto spontaneo...<br />Interessa ancora a qualcuno l&#039;idea di un sito parrocchiale? <br />Se questo indirizzo web è solo un giocattolo per far contento il parroco, allora, ne possiamo fare anche a meno. <br />Chiedo scusa ai lontani, a quelli che in questi mesi hanno comunque offerto la loro opinione, e hanno accettato di esporsi e di condividere le loro idee e le loro opinioni: non sono indirizzate a loro queste parole. <br />Non ho più alcuna voglia di cantarmela e di suonarmela da solo. <br /> ]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 07:16:03 GMT</pubDate>
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			<title>Appena un vicolo...</title>
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			<description><![CDATA[<img src="images/viconesta.jpg" width="484" height="363" border="0" alt="" /><br /><br />Ci vuole una città vecchia per riuscire a leggerti su un muro e scoprire quanto sia difficile scolpirti su un muro e offrirti un indirizzo. <br />Non è un caso ritrovarti in un vicolo stretto e non in un viale alberato o in un corso illuminato...sembra che sia sempre stato difficile assegnarti un posto nella città degli uomini. <br />Sei un concetto interessante, un termine che suona bene in bocca, un&#039;idea affascinante, ma talvolta, diventi fastidiosa e scomoda, poco conveniente e difficilmente accomodante.<br />Qualcuno vorrebbe farti spazio nei parlamenti e nei mercati, nelle dichiarazioni dei redditi e nei concorsi pubblici, negli appalti e addirittura nei tornei di calcio, ma credimi, non sono situazioni in cui ti troveresti a tuo agio. Il tuo spazio vitale è altrove: in un testo di etica, in una poesia recitata sulla sedia da un bambino che non sa bene quel che dice, tra le immagini di un film che scorre tranquillo verso il suo lieto fine. <br />Cerca di accontrentarti! Un vicolo è comunque un buon punto di partenza e, di tanto in tanto, qualcuno decide di percorrerlo ignorando la derisione di chi frequenta le vetrine di una via che un tempo chiamavamo &quot;maestra&quot;.]]></description>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 07:27:16 GMT</pubDate>
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			<title>Giona è il mio nome</title>
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			<description><![CDATA[<img src="images/gionagiona.jpg" width="484" height="458" border="0" alt="" /><br /><br />Giona è il mio nome e sarei profeta, ma vorrei scegliere da solo il contenuto del mio annuncio e, sono alquanto indispettito da un Dio che si lascia commuovere dalla sorte dei Niniviti e non traduce in sventura la minaccia a cui ho dato voce. <br />Giona è il mio nome e ho deciso di prendere la via del mare, di allontanarmi da un amore che non riesco a capire, perchè il mio concetto personale di giustizia non contempla l&#039;incognita della misericordia. <br />Giona è il mio nome e continuo a dormire mentre la tempesta mette a dura prova la sorte di questa nave che invoca ogni dio senza trovare quiete. <br />Giona è il mio nome e la sorte ha estratto il mio nome e dichiarato la mia colpa, mentre i flutti mi avvolgono e una balena m&#039;inghiotte così simile al ventre che mi ha generato.<br />Giona è il mio nome mentre l&#039;oceano mi restituisce alla terra e sono costretto a ritornare sui miei passi; a malavoglia predico la distruzione imminente e quel che c&#039;è di peggio, mi prendono sul serio, si cospargono il capo di cenere e vanno in giro indossando sacchi. <br />Giona è il mio nome e detesto il mio successo, meglio sarebbe stato un fallimento e un bel fuoco ad avvolgere ogni Ninive dell&#039;umana cattiveria. <br />Giona è il mio nome e vado ancora ramingo e depresso. Scelgo una pianta qualunque e mi difendo dal sole e dall&#039;arsura mentre invoco la morte e, mi chiedo, perchè quel Dio in cui credo sia così molle e risparmi la vita di chi non merita il respiro. <br />Giona è il mio nome e anche il ricino mi deride e secca lasciandomi nudo di fronte a un&#039;insopportabile luce.<br />Giona è il mio nome e continuo a recriminare rifiuntandomi di ascoltare un Padre che mi spiega che cosa significhi voler bene ai propri figli. <br />Giona è il mio nome e, continuerò a vagare inutilmente, sino al giorno in cui riuscirò a pronunciare quella Parola per la Ninive che mi porto dentro.  ]]></description>
			<category></category>
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			<author>Don Fabio</author>
			<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 07:23:03 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.santacaterina.asti.it/blog/coffee/comments.php?y=10&amp;m=03&amp;entry=entry100301-082303</comments>
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