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Diario Natalizio (un saluto) 
domenica, 7 gennaio, 2024, 08:08


"Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino"
Ho scelto le parole di Isaia per concludere questa lunga serie di messaggi digitati in quelle ore che precedono la luce del giorno.
Ho cercato il Signore nel silenzio e nelle parole della liturgia, nel dolore dei fratelli che hanno dovuto affrontare un Natale segnato da perdite importanti, nel sorriso dei pochi bambini presenti a messa e nella bellezza delle cose che mi circondano.
Ho cercato il Signore nelle celebrazioni che ho cercato di preparare con cura senza considerare più di tanto quel clima umano non propriamente favorevole.
Ho scelto di vivere il Natale privilegiando gli aspetti spirituali ed evitando, per quanto possibile, quel materialismo e quel consumismo che allontanano il cuore da ciò che è realmente essenziale.
Torno al tempo ordinario e dico grazie per questo Natale che ho vissuto con più fede e partecipazione di quanto non sia mai riuscito a fare in precedenza.
Il Signore si fa trovare, ma è lui a decidere dove e come.
Il Signore si fa trovare, ma quanto è importante decidere di rimettere in discussione le strade che abbiamo già percorso.
Il Signore si fa trovare, ma quella Parola è davvero un'incognita che chiede più di quanto saremmo disposti a concedere.
Buona ripresa del tempo ordinario a tutti.
Con affetto,
Fabio


Diario natalizio 12 
giovedì, 4 gennaio, 2024, 18:09


Diario natalizio 12
Solo Dio può cogliere quell'attimo di verità profonda in cui l'hai cercato lontano da qualunque altro sguardo.
La preghiera o l'invocazione in cui ti sei lasciato andare completamente, la luce di un istante che non puoi e non vuoi raccontare neanche all'amico più caro o l'intuizione di una presenza che ti rapisce e ti assorbe oltre ogni limite della vita di tutti i giorni.
Quello che ha vissuto Natanaele, le parole che ha pronunciato o i pensieri che lo hanno sfiorato sotto quella pianta di fico restano un fatto privato, un mistero che Giovanni non ha alcun desiderio di svelare.
Se ti metti in posa risulterai sfuocato e se decidi di rendere pubblico quel momento che appartiene solo a te e a Dio ne avrai fatto un misero spettacolo.
La gioia di sentirsi pienamente riconosciuto non ha bisogno di essere sostenuta da altri spettatori; è un segreto che vale la pena di conservare.

Diario natalizio 11 
giovedì, 4 gennaio, 2024, 07:41


Diario natalizio 11

Non c’è bisogno di nessun orologio per annotare il tempo che non appartiene più al calcolo e allo scorrere di una giornata, ma diventa grazia e gloria di un istante che appartiene all’eterno.
L’evangelista conosce bene quel rintocco che diventa l’inizio di un percorso, di una storia che incide alcune lancette nella profondità di un’anima.
Il battista ha ormai completato la propria missione e lascia che alcuni suoi discepoli vadano oltre per scoprire la dimora che racconta la presenza del regno di Dio sulla terra.
Chi vuole abbracciare la verità del tempo che ci è concesso su questa terra deve abbandonare la folle rincorsa di attimi che non possono essere raggiunti e prendere coscienza che il proprio appuntamento con la vita è proprio lì dove una Parola risuona per essere ascoltata.
Ovunque siamo c’è la concreta possibilità di decidere se sperimentare la sequela che conduce alla dimora o accontentarsi di prendere una casa provvisoria e di simulare una parvenza di felicità.
Il Natale inizia a farsi difficile e mentre riponiamo il presepe in una scatola, il rischio è di metter via anche la luce di quella notte e di rimandare al prossimo anno l’incontro con una Parola troppo impegnativa.
C’è tempo, ancora tanto tempo e poi, ci sono le quattro del nostro pomeriggio.



Diario natalizio 10 
mercoledì, 3 gennaio, 2024, 07:38


Se li osservi con un po’ di pazienza, se bussi con delicatezza alle loro porte, se attendi e dimentichi la fretta di tutti i giorni…
C’è un momento in cui ti ritrovi completamente coinvolto e puoi prendere parte anche tu alla quiete che abita i personaggi dei vangeli dell’infanzia.
Sono uomini che improvvisamente hanno le idee chiare e sanno perfettamente quello che devono fare o dire: persone che accostandosi al Verbo riscoprono la gioia di comunicare a un’altra profondità e risolvono l’apparente incompiuta dei loro giorni.
Il precursore dei sinottici diventa il testimone che nel Vangelo di Giovanni annuncia la presenza dell’Agnello, del Figlio di Dio, di colui che può prendere sulle sue spalle il peccato del mondo.
L’esperienza contemplativa che ha vissuto può affermare di aver visto e di aver testimoniato la presenza di chi battezzerà nello spirito Santo.
Non possiamo restare a guardare con la protezione dello spettatore che rinuncia a lasciarsi coinvolgere o che non va oltre il gioco delle emozioni che si consumano rapidamente e scemano quando finisce lo spettacolo. La verità del Natale è nel prendere posizione, nell’avere il coraggio di schierarsi e nel riscoprire che quella testimonianza, adesso può davvero essere la nostra.




Diario natalizio 9 
martedì, 2 gennaio, 2024, 07:42


Arrivano con le idee poco chiare e ripartono ancora più confusi…
I sacerdoti e i leviti che incontrano Giovanni Battista nel deserto hanno la necessità di inquadrare la sua opera e di farla rientrare nei loro parametri. Il siparietto è quasi comico in quel procedere per esclusione che non trova l’etichetta adatta per identificare correttamente quel bizzarro personaggio che esce fuori dai loro schemi e dal loro orizzonte. Il discorso si complica ulteriormente quando Giovanni afferma di essere “Voce di uno che grida nel deserto”.
Le parole che dovrebbero risultare familiari vengono completamente ignorate e i sacerdoti partono all’attacco con il desiderio di mettere a tacere quello che non riescono a capire.
Capire l’agire di Dio volendo limitare le regioni sconosciute dello Spirito è rinunciare a entrare in dialogo col mistero che inevitabilmente sfugge a chi s’illude di possederlo.
La Parola che abbiamo di fronte non si risolve con un’equazione matematica o procedendo con la nostra logica: forse è più opportuno arrendersi e lasciare che sia lei a risolvere il mistero di quello che siamo realmente.



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