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Più della regola... 
giovedì, 26 febbraio, 2015, 17:56


E' utile saper fare di conto e non ignorare l'aritmetica.
E' buona cosa conoscere le regole che garantiscono una vita civile degna di questo nome.
E' importante cercare di osservare le norme del proprio credo religioso e mettere in pratica quello in cui si crede.
Si può fare tutto questo e illudersi che sia sufficiente, ma sappiamo che esistono tante piccole norme che nessuno ha mai scritto e ogni tanto, fanno capolino nel giardino della nostra coscienza:

- ho dato quel che dovevo, ma questo non m'impedisce di provare a essere
più generoso
- ho la legge dalla mia parte, ma è davvero giusta in questo caso?
- ho ricevuto un'offesa e ho tutte le ragioni di questo mondo per
prendere le distanze, ma non è un peccato perdonare.
Possiamo accontentarci di avere le carte in regola o provare a rimescolarle per dare vita a una giustizia più vera e profonda.

Rué 
sabato, 28 febbraio, 2015, 19:28
La giustizia umana è inesorabilmente parziale...
e sovente chi si appella solo a quella è sovrapponibile a chi quelle leggi le fa, le pensa e le usa.
Le regole scritte da Qualcuno più in alto, a volte vengono prese come un'arma per ferire anziché come una mano da accogliere; non basta credere per volere, non basta appartenere per essere, non è sufficiente pregare per meritare.

Ma quando qualcuno perdonato, non sa che farne del tuo perdono e continua a trattarti come un animale...
QUALE PUO' ESSERE LA RICETTA?

dieffe 
lunedì, 2 marzo, 2015, 16:26
Il perdono è sempre un "gioco a due": se da una parte viene accordato, dall'altra deve essere accettato. Se in te c'è la disponibilità a perdonare e ad andare oltre, il problema non è tuo, ma di chi non ha alcuna intenzione di riconciliarsi con te.


Rué 
mercoledì, 18 marzo, 2015, 21:56
E' vero Fabio!
Ma se l'altro non se ne fa un problema, il problema stesso torna a me!
Perché - stupidamente? - me ne (pre)occupo...
Però grazie per le tue parole, perché un po' mi alleggeriscono...

dieffe 
giovedì, 19 marzo, 2015, 07:34
Ci sono persone che giocano con i "conti in sospeso", oltre a condannare se stessi, cercano d'imprigionare anche gli altri. E' un modo tanto perverso quanto funzionale per impedire agli altri di girare pagina.
Io proverei a girarla comunque...


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