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Solo chi è fermo prende coscienza del movimento, del continuo divenire che oggi attribuisce un valore incalcolabile a una cosa e il giorno dopo ne scopre la relatività.
Il tempo che ci è donato ha bisogno di un senso e, chiede a ognuno di noi una ragione per giustificare le nostre attività su questa terra.
Le ricchezze e gli averi traggono spesso in inganno: hanno la capacità di rispondere ai nostri desideri, ma solo parzialmente perchè non esiste nulla di concreto e reale che colmi la misura della nostra sete.
Tutto scorre e anche le pietre del tempio non sono che un segno di quella grande casa alla fine del mondo, in cui Dio scriverà le parole ultime dell'accoglienza e del dono.
E mentre tutto sembra consumarsi e spegnersi il nostro sguardo cerca, vuole e desidera ancora l'infinito e l'eterno.
Prendere le distanze dall'inutile accumulo è ritrovare i passi di una speranza che sa spendere i propri giorni, conservando il senso più profondo della nostra esistenza.
Le cose, le situazioni e le persone sono un bene prezioso quando non vengono confuse con ciò ch'è assoluto e, diventano un semplice mezzo per continuare fiduciosi il nostro viaggio.
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