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Per chi resta in superficie è tutto finito e non resta che il rimpianto per quell’ultima pagina in cui la morte ha chiuso ogni possibile discorso.
Per chi accoglie il dono dello Spirito e desidera approfondire e conoscere meglio e di più, la vita ha trionfato e l’orizzonte di fede è pronto a regalarci il dono di un nuovo inizio.
Gesù offre una parola di pace che non è quella del mondo, una pace pagata in prima persona con il dono della propria vita, una pace che può colmare il limite di ogni peccato, una pace che già contempla l’altro domani alla fine delle nostre storie di uomini e donne di questa terra.
Il Signore effonde il suo Spirito e il futuro non è più l’ansietà e l’inquietudine di un’umanità allo sbando, ma il volto consapevole di chi ritrova la presenza di un Dio che continua a proteggere e guidare un futuro in cui riaffiora la speranza di un approdo sicuro.
Invocare il dono del suo Spirito è già il segno tangibile della sua opera che muove le labbra alla preghiera, i cuori all’ascolto e lo sguardo nella direzione della fede.
Un nuovo inizio riapre le porte di quel cenacolo e libera tutti noi dalla paura di essere stati dimenticati, dall’idea che la morte possa prevalere e restituisce la piena convinzione che questo è davvero il tempo più opportuno per diffondere e difendere la fede che ci accomuna.
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