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Non è visibile a occhio nudo, ma lascia segni evidenti e riconoscibili sulla strada e ignorarlo non impedisce certo la sua azione maligna. Scappare di fronte ai demoni non è mai una scelta vincente e quando saremo più stanchi e affaticati li ritroveremo puntuali sul nostro cammino a riproporre il gioco delle tentazioni.
Gesù sceglie il deserto come luogo d’incontro e il diavolo aspetta pazientemente che abbia fame per suggerirgli di cambiare la forma della pietra in pane. Sembra una soluzione logica e appetibile, la più semplice per il Figlio di Dio.
Il male si presenta spesso con l’apparenza del bene e di fronte a una salita, nel momento in cui inizia la fatica e il sudore ti mostra un sentiero panoramico in pianura e quanto è difficile respingere il suo assalto.
Gesù resta presente a sé stesso e risponde al desiderio di consumare un pasto con una lettura più profonda del proprio appetito che non rinuncia al nutrimento di ogni Parola che viene dall’alto.
La seconda tentazione bussa alla porta dell’esibizionismo e del narcisismo: “Fai vedere chi sei, dimostrami che sei davvero il Figlio di Dio”.
La volontà di potenza trova un certo numero di prede facili che cercano uno dei tanti teatri di questo mondo per manifestare la propria presunta grandezza…
Gesù è consapevole di quello che è e non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno per ingigantire il proprio ego.
L’ultima tentazione, così moderna e attuale, chiede un atto di adorazione in cambio di tutti i beni della terra. C’è chi si vende per cifre da saldo di fine stagione, figuriamoci di fronte a quote ben più consistenti.
Gesù è consapevole di possedere già tutto, perché tutto è di Dio e chi è con lui ha già ereditato sia la terra che il cielo. Quando il diavolo, almeno per il momento, rinuncia ad ulteriori tentativi d’ingannarlo e confonderlo può finalmente riposare e consumare il proprio pasto in compagnia degli angeli.
L’impronta del male è forte, ma Gesù lascia un’impronta ben più profonda e vera e, di fronte ai miraggi del piazzista del male può replicare con la realtà di chi ha attraversato il lungo deserto, senza smarrire il senso della predicazione che ora lo attende.
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