 |
Saldi di fine stagione, sconti alla cassa, offerte lampo e tutte le altre occasioni da non perdere…
per qualcuno, anche la Parola di Dio dovrebbe seguire le stesse strategie di mercato e per andare
incontro al mondo cancellare il versetto fastidioso di un profeta, riscrivere intere lettere di Paolo e riformulare e semplificare le pericopi del Vangelo che maggiormente suonano dissonanti ai più.
Dal politicamente corretto al politicamente religioso il passo potrebbe essere più breve di quanto s’immagini e poco importa se il dazio da pagare sarà una revisione non di uno iota, ma di contenuti che dovrebbero essere non negoziabili.
Il compimento della Legge non è una sottrazione di valori, una riduzione degli impegni o una versione meno esigente del dettato biblico, ma un “di più” che tocca le corde di una comprensione più profonda, di una lettura più attenta e di un’interpretazione fedele che non abbocchi alle suggestioni di una modernità che vorrebbe abolire la fatica, il sacrificio e la verità del dono.
Gli esempi concreti riportati da Gesù non riducono la portata della Legge, ma la illuminano, l’amplificano e se da un lato semplificano la comprensione dall’altro aumentano il quoziente di difficoltà di una vita autenticamente cristiana.
Cercare rifugio nell’ambiguità dei troppi “se e ma” è una rinuncia a esprimere chiaramente l’esigenza di un Vangelo che non può essere tarato sulla disponibilità effettiva di chi lo riceve, ma sulla volontà di non adattarlo alle esigenze del mercato.
La Quaresima ormai vicina può essere un’occasione di conversione per andare alla ricerca dello iota perduto e per restituire alla Parola di Dio l’occasione di potersi dire sino in fondo.
|
|
|