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Il Natale è paziente e aspetta anche chi arriva da lontano. Non è solo un momento per pochi intimi, non è un invito che faccia distinzioni tra un popolo e l’altro e non esclude nessuna categoria sociale.
La manifestazione di Dio è storia che offre salvezza a chiunque decida di mettersi in viaggio per poter assistere a un cielo che raggiunge la terra e assume l’umanità di un bambino, perché ognuno di noi superi la diffidenza e la paura per poter contemplare la misericordia e la bontà di chi ci ama da sempre.
La buona stella ci accompagna, ma talvolta sembra sparire di fronte ai nostri occhi e non sono pochi quelli che rinunciano e pensano di essersi sbagliati, di aver dato retta a una chimera o a un miraggio.
Non è così per i Magi e per chiunque abbia in cuore il desiderio di portare a buon fine il proprio viaggio.
Ci sarà sempre un Erode che ricorrerà all’inganno per rubare quella Luce che mette a nudo l’ostilità del mondo che si porta dentro.
Ci sarà sempre un Erode che cercherà di sostituirsi al mistero del Natale per difendere il proprio regno di meschinità, violenza e cattiveria senza limiti.
Ci sarà sempre un Erode che cerca di bruciare una chiesa per intimorire quelli che hanno il desiderio di visitare un Dio che si è reso presente.
Ci sarà sempre un Erode e non avrà mai pietà alcuna per l’infanzia di un bambino.
Chi desidera arrivare sino in fondo, chi non rinuncia a cercare la luce di quella stella, troverà comunque il soccorso di un sogno che metterà a tacere qualsiasi incubo.
È ancora Natale e quanto è grande il dono di poterlo ammirare e contemplare sino all’ultima pagina…
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