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Se al tuo risveglio cerchi rifugio in un segno di croce e in una preghiera, la felicità promessa ha già avuto inizio e l’anima ha tutti i suoi motivi per cantare.
È già qui, è con te quella beatitudine che tocca il proprio limite, ma non si arrende e fa spazio all’infinito che rallegra il dono di un nuovo giorno. La povertà del proprio essere non è un ostacolo per chi contempla quanto Dio sia grande, vero e buono.
È già qui, in una parola che asciuga le tue lacrime, nella candida quiete che mette pace alle tue ostilità e t’induce a lasciar andare il tuo sorriso che accoglie un frammento di terra e di cielo.
È già qui, nella consapevolezza che non sei tu a dover far tornare i conti e che esiste una giustizia ultima, libera da qualsiasi forma di apparenza.
È già qui, dove hai deciso che quella parola e quel gesto di perdono sono troppo importanti per rimandare a domani. Quando sei misericordioso sai benissimo che quel dono ti ha raggiunto dall’alto.
È già qui, nella semplicità di uno sguardo che per un istante si allieta di un grazie privo di ogni contaminazione.
È già qui, nel riconoscere il volto di un Padre che trasforma il nemico nella prospettiva di un fratello.
È già qui, dove la ricerca di un cielo limpido è più importante di qualsiasi consenso e accetta anche il peso del rifiuto e dell’incomprensione.
È già qui e quando la fedeltà al Signore Gesù è più forte di chi vorrebbe costringerti a rinnegarlo, la dolce serenità che ti circonda è solo una piccola parte di quanto riceverai nell’ultimo risveglio.
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