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Prendi una giornata qualunque, una tra le tante che scorrono incapaci di stupore e meraviglia.
Considera attentamente le sue ore e prova a scegliere 60 secondi, non sono una misura eccessiva, chiunque di noi riesce a sprecare tempi assai più lunghi.
Prova a suddividerli in sei gruppi ancora più modesti e apparentemente veloci: cosa saranno mai 10 secondi per chi dispone di così tante ore?
Sei volte al giorno, per 10 secondi, prova a chiudere gli occhi e a osservare quel che si vede solo dentro.
Sei volte al giorno per avvertire un istante senza tempo in cui prendere coscienza di quel di più che i giorni veloci nascondono alla superficie.
Sei volte al giorno per sottrarti ai luoghi comuni della mente e alle agitazioni del cuore, per togliere quel velo in cui la maschera delle immagini e dei suoni ti impedisce la consapevolezza di un Dio presente.
Un po' alla volta, se riuscirai a farlo con regolarità, scoprirai un luogo in cui non sei solo e puoi essere quel tu che si lascia riconoscere.
C'è una fregatura, ed è giusto che te lo dica prima che il gioco abbia inizio...dopo un po' cercherai di prolungare quel tempo senza tempo in cui la paternità di Dio smetterà di essere un concetto astratto.
C'è una seconda fregatura...a forza di ripetere quel gioco, smetterai di rimandare a domani quel desiderio di cambiare e inizierai a portare fuori quel che ti abita dentro.
Credimi, sono le più belle fregature che mi sia mai preso.
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