giovedì, 11 febbraio, 2010, 08:12
Un uomo bestemmia a gran voce percorrendo Via Lagrange: non ho mai sentito un numero e una varietà tale di epiteti proferiti da una sola bocca.
Una donna piange e si dispera per quella stessa via mentre un gruppo di ragazzini domina la strada con la sicurezza di una ronda che perlustra e difende un territorio.
Un giovane clochard inveisce contro Rumeni e Albanesi e non risparmia i preti, colpevoli di occuparsi solo degli extracomunitari.
Nei pressi di Piazza Carlo Felice, proprio di fronte alla stazione un gruppo di operai è pronto per manifestare: qualche bandiera rossa, un paio di striscioni, l'immancabile megafono e quel che resta della classe operaia.
Nell'atrio della stazione non mancano i tossicodipendenti e la loro eterna questua per un biglietto del treno che li riaccompagni a casa, bastasse un biglietto del treno...
Gli operatori di una nota compagnia telefonica, per la millesima volta, mi offrono una chiavetta Usb per navigare 100 ore al mese e i barboni continuano a fare il giro delle biglietterie automatiche alla ricerca di qualche spicciolo.
C'è un sole tiepido, quasi caldo, una timida primavera in anteprima che chiederebbe un po' di considerazione se non fosse offuscata problemi e preoccupazioni che si materializzano da un incrocio all'altro.
Ci vorrebbe una viola senza pensiero per annunciare quella primavera che, come dice Battiato, tarda ad arrivare.
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mercoledì, 10 febbraio, 2010, 08:18
Non bisogna spegnere il lucignolo fumigante e, quando si apre bocca in televisione, sarebbe opportuno ricordare che di fronte a quello schermo non ci sono solo teologi ed esperti di settore, ma persone comuni che chiedono alla fede la coerenza della vita.
Relativizzare il dato etico, affermare che è del tutto secondario rispetto a quello teologico è dimenticare che la fede di un uomo si manifesta anche attraverso le proprie azioni.
Perchè, umanamente parlando, non si può pretendere di utilizzare la Risurrezione di Cristo per chiudere la bocca di chi resta interdetto di fronte a un Vangelo tradito e umiliato dalle troppe situazioni in cui il potere è fine a se stesso e dimentica il servizio.
La saccenza teologica può anche deridere la fede dei piccoli, ha tutte le parole per metterli a tacere, ma non è accettabile che la violenza nei confronti dei bambini o, i gravi scandali di natura economica siano considerati come fatti del tutto irrilevanti nei confronti della fede di un uomo. Là dove sarebbe più opportuno chiedere perdono e, porre le basi per evitare che la Buona Novella si trasformi in una favoletta per bambini, alcuni intellettuali scelgono l'arroganza di una fede asettica e incapace di comunicare con la gente comune. Bella testimonianza.
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martedì, 9 febbraio, 2010, 08:17
Forse oggi, se avessi qualche decennio in meno, sarei considerato un "emo" anch'io. Un insegnante tra i tanti che ho avuto, ripeterebbe a mia madre che sono troppo emotivo, che arrossisco alla minima osservazione e che il mio sguardo si perde in un imprecisato altrove.
Forse, cercherei in un vestito, la sicurezza dei miei gesti e, chiederei a una matita nera tracciata sul volto, le parole che non riesco a dire.
Forse, cercherei di distinguermi per ritrovarmi uguale e leggerei nel dolore, qualcosa che mi permette di sentirmi vivo.
Forse, piangerei le mie lacrime in una canzone e troverei rifugio tra le pagine di un fumetto, sentendomi come Bruce Wayne o Peter Parker in un disperato tentativo di difendere la mia identità segreta.
Forse, farei fatica a conciliare quell'esigenza di giustizia, con la mia incoerenza e i limiti e le fragilità di una stagione che per tutti è difficile.
Forse, ho semplicemente avuto un po' di fortuna e ho smesso di frequentare quella vecchia osteria, divenuta di colpo un bar in cui circolava la prima droga astigiana.
Forse non ero così differente dai miei compagni di gioco che, qualche anno più tardi, hanno conosciuto il carcere o sono morti in stato di ebbrezza, alla guida di una vettura che andava più veloce dei loro sogni.
Forse mi ha salvato la mia fede, per quanto generica e indeterminata, forse, sono uscito indenne da quegli anni terribili, perché qualcuno mi ha insegnato che potevo parlare di tutto quel che sentivo e vivevo, senza ottenere un giudizio come unica risposta.
Quando impari a comunicare, ti accorgi che anche la gioia e la serenità ti permettono di sentirti vivo.
Forse sarei stato un "Emo", forse avrei fatto parte di qualche altro gruppo di giovani: da qualche parte bisogna pur passare per raggiungere un uomo che, al di là di ogni immagine, impari a prendere confidenza con se stesso.
Una mia amica, anni fa, mi chiamava "shadow" e non aveva tutti i torti: ma anche le ombre, prima o poi, mettono a fuoco quell'essere interiore che, oggi come ieri, ha solo bisogno di tempo per definire se stesso e per imparare a pronunciare con convinzione il proprio nome.
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lunedì, 8 febbraio, 2010, 09:19
Emo come emozione, come emotivo. Emo come necessità e ricerca di un mondo emozionalmente ricco, ma anche emo come rischio di naufragare nell'ossessiva ricerca di contatto che fatica ad accettare la ripetitività di una vita in cui esiste anche la noia.
Chi sono gli emo? Difficile inquadrare questa realtà giovanile che nasce dalle ceneri del Punk e, almeno esteticamente, direi anche da quel che resta della musica e dei contenuti Dark degli ormai lontani 80.
Come in tutti i fenomeni giovanili, c'è un genere musicale che li contrassegna, ma non è semplice capire e interpretare correttamente la "emo-core" in quei filoni dell'Alternative rock, della musica Indie che, conosco troppo poco, per poter giudicare.
Se osservo il cantante dei Tokio Hotel, mi verrebbe naturale pensare che sia un emo, ma non è così e proprio per questa facilità di perdersi e confondersi, è meglio tacere e lasciare ad altri la parola.
Ieri sera, uno speciale del Tg Uno, ha trattato il tema in questione, ma purtroppo non sono riuscito a vederlo e mi riprometto di recuperare al più presto la puntata sul sito della Rai.
Chiedere non costa nulla e allora ci provo: qualcuno ha visto lo speciale?
Qualcuno ne sa qualcosa di più?
Vado oltre: i ragazzi dei gruppi giovanili ne sanno certamente molto più degli adulti, cosa ne pensano?
Hermione, Merfe e Silvia: avete voglia di invitarli su questa pagina per provare a sentire le loro opinioni in proposito?
Buona settimana a e buone emozioni a tutti!
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domenica, 7 febbraio, 2010, 08:32
Ok popolo del giorno, il vostro disk jockey (deejay per i più giovani) torna a giocare col piatto e lo fa senza effetti speciali, faticando ad accettare che qualcuno osi strusciare e mixare la magia di un 33 giri.
Parto con Trespass dei Genesis e con la perplessità di vedere un'unica traccia a occupare un'intera facciata del disco.
Dai Genesis non posso che andare in zona Peter Gabriel e sparare a volume insano "Intruder" che apre il suo terzo disco e sceglie di suonare senza l'ausilio dei piatti della batteria.
Torno in Italia e mi commuovo ascoltando "L'uomo dai capelli di ragazzo" che parla di folia con la poesia che il buon Simone Cristicchi non può non aver ascoltato e, subito dopo, ribadisco lo stesso tema con l'auto di De André che canta Spoon River in "Un matto".
Un volo pindarico e mi ritrovo nei pressi degli Stones che "alle giostre" intonano "Angie".
C'è musica per tutti, anche per gli amanti della classica e scelgo la Patetica di Tchaikovsky e il concerto n° 3 per piano di Rachmaninov.
Battisti non mi è mai piaciuto più di tanto, ma la sua "Macchina del tempo" mi ha fatto piangere in più d'una occasione.
Evito "Ad ogni costo" di Vasco Rossi e scelgo l'originale, "Creep", dei Radiohead non prima di aver dato il microfono a Bono per riascoltare "One".
"Novo mesto", di Niccolò Fabi è un disco splendido, ma lontano dalle logiche del mercato e molti, se lo sono perso. Qualcuno ha nominato la Pfm e, voglio ricordarla anch'io: quando ancora si chiamava Premiata Forneria Marconi e faceva parte del rock progressivo Italiano...chi non ricorda "Celebration"? E con loro metto anche il Banco del Mutuo Soccorso con "Io sono nato libero" e, le Orme di "Uomo di pezza".
La trasmissione giunge al termine per una semplice questione di tempo, ma quanta altra musica, nel cuore, continua a suonare così bene in quelle vecchie copertine stropicciate e tra i solchi rigati di quel vinile che non ti dimentichi più.
Buona domenica a tutti!
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