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La musica nel cuore 
domenica, 7 febbraio, 2010, 08:32


Ok popolo del giorno, il vostro disk jockey (deejay per i più giovani) torna a giocare col piatto e lo fa senza effetti speciali, faticando ad accettare che qualcuno osi strusciare e mixare la magia di un 33 giri.
Parto con Trespass dei Genesis e con la perplessità di vedere un'unica traccia a occupare un'intera facciata del disco.
Dai Genesis non posso che andare in zona Peter Gabriel e sparare a volume insano "Intruder" che apre il suo terzo disco e sceglie di suonare senza l'ausilio dei piatti della batteria.
Torno in Italia e mi commuovo ascoltando "L'uomo dai capelli di ragazzo" che parla di folia con la poesia che il buon Simone Cristicchi non può non aver ascoltato e, subito dopo, ribadisco lo stesso tema con l'auto di De André che canta Spoon River in "Un matto".
Un volo pindarico e mi ritrovo nei pressi degli Stones che "alle giostre" intonano "Angie".
C'è musica per tutti, anche per gli amanti della classica e scelgo la Patetica di Tchaikovsky e il concerto n° 3 per piano di Rachmaninov.
Battisti non mi è mai piaciuto più di tanto, ma la sua "Macchina del tempo" mi ha fatto piangere in più d'una occasione.
Evito "Ad ogni costo" di Vasco Rossi e scelgo l'originale, "Creep", dei Radiohead non prima di aver dato il microfono a Bono per riascoltare "One".
"Novo mesto", di Niccolò Fabi è un disco splendido, ma lontano dalle logiche del mercato e molti, se lo sono perso. Qualcuno ha nominato la Pfm e, voglio ricordarla anch'io: quando ancora si chiamava Premiata Forneria Marconi e faceva parte del rock progressivo Italiano...chi non ricorda "Celebration"? E con loro metto anche il Banco del Mutuo Soccorso con "Io sono nato libero" e, le Orme di "Uomo di pezza".
La trasmissione giunge al termine per una semplice questione di tempo, ma quanta altra musica, nel cuore, continua a suonare così bene in quelle vecchie copertine stropicciate e tra i solchi rigati di quel vinile che non ti dimentichi più.
Buona domenica a tutti!
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Mi ritorni in mente 
sabato, 6 febbraio, 2010, 08:10


"Mi ricordo montagne verdi" e, la mia amica Daniela, un'amica d'infanzia che portava sul balcone un mangiadischi e ascoltava "Due delfini bianchi" di Piero e i Cottonfields. Suonava l'anno 1972 e la leggerezza dei testi andava di pari passo con l'illusione che il mondo (quello che non si è fermato mai un istante) sarebbe andato sempre meglio. I cantautori era ancora a me sconosciuti e mentre Drupi con voce roca intonava "Vado via", Baglioni "Agonia", rispondeva con la sua maglietta fina.
In realtà, alle canzoni più in voga, preferivo il Beat dei Rokes, di Mal dei Primitives e di una Patty Pravo ancora lontana dall'ostentazione della erre moscia.
I miei fratelli erano un passo oltre (più grandi ovviamente) e in casa si condivideva un giradischi in cui potevano suonare i Pink Floyd e subito dopo, Gianni Morandi.
Quando esplose "Bennato", allora, iniziai a dare retta anche alle parole e a pensare alla musica in termini di contenuti: quando scoprii "Storia di un impiegato" e "Non al denaro nè all'amore nè al cileo" consumai le tracce di quei 33 giri e un terzo: li ascolto ancora adesso quando mi punge vaghezza e nostalgia.
Riprendiamo il gioco interrotto ieri e "facciamo memoria" dei Long Playng o dei Cd che appartengono ai nostri 15-20 anni e per i quali, conserviamo gelosamente un affetto del tutto particolare.
Oltre ai due dischi di De André già citati, voglio ricordare in ordine sparso:
-Breakfast in America dei Supertramp che ho consumato nelle sue versioni cd, mc e ricomprato in cd
-Trapezio di Renato Zero per quel ritratto di artisti falliti che perdendo tutto si riscoprono umani
-La torre di Babele di Bennato per quella voglia di affermare che non è giusto
-Wish you where here dei Pink Floyd per quei suoni che oggi potranno far sorridere, ma allora...
-I Lupi di Ivan Graziani e quella voce stridula che suonava come una corda tirata un'ottava sopra e aggiunta alla chitarra
-Oltre la collina di Mia Martini che mi catturò con la sua copertina
-Bandaberté di Loredana Berté perchè talvolta il rock suonava anche in Italiano
-700 giorni di Ivano Fossati perchè mi ha fatto compagnia per qualche giorno in più.
Passo la parola, non prima di augurare a tutti un buon fine settimana che le previsioni danno col valore aggiunto di un po' di sole.
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Riecco lo sbattezzo... 
venerdì, 5 febbraio, 2010, 08:26


Proprio in questi giorni l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti celebra la giornata dello sbattezzo.
L'associazione invita chi si dichiara "non credente" o non appartenente, "di fatto", alla Chiesa Cattolica a inviare una raccomandata nella parrocchia in cui è stato celebrato il proprio Battesimo per richiedere un'annotazione sui registri parrocchiali che espliciti la propria scelta di non fare più parte della chiesa.
Tra le motivazioni che giustificano questa richiesta troviamo la coerenza, la scelta di mandare un segnale alle autorità ecclesiastiche, la rivendicazione della propria identità, la democrazia e altro ancora.
Il Battesimo, non può essere cancellato e, se anche un giorno la suddetta associazione riuscisse a "far oscurare l'atto" dai registri parrocchiali, la realtà non muterebbe di una sola virgola: un Sacramento che non presenta elementi d'invalidità non può essere annullato: possiamo smettere di considerarci figli di Dio, ma Dio non rinuncia ad essere nostro Padre.
Personalmente, devo dire che queste lettere (pochissime a dire il vero) mettono un po' di tristezza: sono scritte come la disdetta da una compagnia telefonica, con una freddezza che lascia senza parole.
In ogni caso, rispetto la volontà di chi le ha scritte e mi attiverò per soddisfare la loro richiesta. Anche in queste occasioni, la politica m'interessa poco e, anche se non capisco, prendo atto di una decisione che mi auguro matura e consapevole e non dettata a tavolino da uno dei tanti giochetti sempre più minuscoli di un potere che, ovunque, sembra essere uguale.
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Apocalisse a mezzogiorno 
giovedì, 4 febbraio, 2010, 08:23


La confederazione delle galassie di celluloide ha inviato sulla terra otto uomini neri e mezzo (in omaggio a Fellini), per rapire Boldi e De Sica. Qualcuno sta già pensando "Finalmente una buona notizia", ma non è così!
Se i terrestri desiderano che Massimo e Christian restino confinati in una landa desolata del deserto spaziale, dovranno pagare il canone internazionale che consiste in cinque pellicole reputate indimenticabili dalla popolazione terrestre.
Avete in mano l'opportunità di evitare due cinepanettoni natalizi con la modica spesa di cinque minuti del vostro tempo.
La scadenza è fissata per le ore 12 di domani: chi non pagherà il canone sarà costretto alla visione integrale della proiezione di tutte le opere di David Work Griffith o, a scelta, alle avventure di Pierino in compagnia di Alvaro Vitali.
Voglio salvarmi e invio immediatamente il mio modulo:
-Tutto su mia madre di Pedro Almodovar, perchè i sentimenti abitano ovunque
-American Beauty di Sam Mendez, perchè la vita è più complicata di quanto possa sembrare
-C'era una volta in America, perchè un film può durare quattro ore e scorrere senza un filo di noia
-Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder, per la leggerezza nella calura estiva
-Una giornata particolare di Ettore Scola, per le prime lacrime che Mastroianni e la Loren mi hanno saputo regalare
-Mary Poppins di Rober Stevenson, perchè a dispetto di ogni vertigine, mi ha messo la voglia di ballare su un tetto.
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Libri da conservare 
mercoledì, 3 febbraio, 2010, 08:20


Putacaso la libreria personale va a fuoco e non c'è molto tempo per decidere quali libri salvare.
I secondi scorrono rapidamente e bisogna agire prima che sia troppo tardi!
Hai a disposizione cinque titoli da portare in salvo, cinque libri che vorrai rileggere, cinque testi da non dimenticare.
Per ogni libro una motivazione e, provo subito a giocare imponendomi un limite di cinque minuti: se le fiamme divampano, chiedere più tempo per riflettere è un lusso che non mi posso concedere.
La Bibbia è già in salvo, ne ho più di una copia anche in ufficio quindi non vale.
I libri che ho scelto non sono quelli che reputo più importanti, ma sono quelli che sono passati dalla sera all'alba senza lasciare la stretta delle mie mani e sono in relazione con un determinato mopmento della mia vita.
"I giullari di Dio" di Morris West per quell'attesa interminabile che ha illuminato di una luce profonda il Natale.
"Il piccolo principe" di Antoine de Saint Exupéry per avermi offerto un mondo in cui esplorare altri mondi e per una camminata alla ricerca di una fonte che nessuna pillola per la sete potrà mai sostituire.
"Una casa alla fine del mondo" di Michael Cunnigham, per aver allargato i miei orizzonti e ampliato i miei concetti di casa e di famiglia.
"L'uomo che credeva di non avere più tempo" di Guillaume Musso, per i minuti di riserva che ha aggiunto al mio cassetto.
"Il Canzoniere" di Petrarca per quei pomeriggi in biblioteca regalati a un adolescente inquieto.
Sono realmente i primi cinque titoli che mi sono venuti in mente: a voi il compito di continuare il gioco o di fermarlo qui.
Buona giornata a tutti.
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