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Che silenzio... 
martedì, 6 gennaio, 2009, 09:12


E' uno spettacolo camminare in Corso Alfieri senza vedere, nè sentire una sola macchina...è un vero e proprio tuffo nel passato.
Ho incontrato una sola persona intorno alle 8.00, non abbiamo rotto quel silenzio, ci siamo limitati ad accennare un sorriso e forse, abbiamo pensato tutti e due che è davvero uno spettacolo la città addormentata sotto la neve.
Si può pensare più leggeri e lasciare che il torpore abbia il sopravvento e rallenti per qualche minuto la ruota degli impegni e la giostra delle scadenze.
Si può sognare un mondo che non c'è più perchè avevamo troppa fretta e non sapevamo che per ognuna delle nostre troppe comodità, avremmo avuto un prezzo da pagare.
Si può giocare a nascondino con la propria nostalgia e rivedere istantanee di bambini che si lasciavano stupire e incantare da un pupazzo di neve costruito nel centro di una piazza.
Poi, naturalmente, si ricomincia dal punto esatto della storia in cui ci troviamo e ci si affida a parole che sanno ancora dire grazie per un minuto in cui è stato bello respirare senza nessun affanno.

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Il giardino dei limoni 
lunedì, 5 gennaio, 2009, 08:32


Il giardino di limoni - Lemon Tree

Titolo originale: Il giardino di limoni - Lemon Tree
Nazione: Israele, Germania, Francia
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 106'
Regia: Eran Riklis
Sito ufficiale: www.ocean-films.com/lescitronniers

Cast: Hiam Abbass, Doron Tavory, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael, Tarik Kopty, Amos Lavi, Amnon Wolf, Smadar Jaaron, Danny Leshman, Hili Yalon
Produzione: Eran Riklis Productions, Mact Productions, Riva Film, Heimatfilm
Distribuzione: Teodora Film
Data di uscita: 12 Dicembre 2008 (cinema)


E' un piccolo capolavoro del cinema indipendente questa pellicola che racconta con delicatezza e ironia il conflitto quotidiano tra Ebrei e Palestinesi.
Salma e Mira sono due donne divise da una rete metallica al confine tra la Cisgiordania e Israele. Da una parte troviamo un bellissimo giardino di limoni e una casa che ricorda le nostre abitazioni negli anni 60, dall'altra parte dello steccato, una casa bellissima e moderna circondata e protetta come una prigione.
Mira è la moglie del ministro della difesa Israeliano, Salma, una vedova che vive dei frutti di quel giardino. Quando il giardino di limoni verrà considerato un pericola per la sicurezza del ministro, le due donne, avranno il coraggio di saltare quello steccato metaforico e reale che separa le loro esistenze.
Buona la regia e degna di nota l'interpretazione delle protagoniste per una sceneggiatura che misura le parole e accende gli sguardi capaci di raccontare sensazioni ed emozioni profonde.
Da vedere e soprattutto, da discutere in compagnia di qualche amico.

In programmazione ad Asti al Lumière orario: 19.45 - 21.30
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Sei un animale 
domenica, 4 gennaio, 2009, 10:08


Qualcuno dirà che si tratta solo d'istinto, che l'affetto, l'amore e i sentimenti così come li intendiamo noi uomini non esistono nel piccolo mondo di un animale. Però, quando stai per entrare in una stanza nel momento esatto in cui il soffitto si accinge a crollare e il tuo cane te lo impedisce saltandoti addosso perchè ha avvertito il pericolo...allora, probabilmente cambi opinione.
Dopo aver letto questa notizia in un piccolo spazio del quotidiano, circondata da raid sui palestinesi, pallottole vaganti e piromani di carne umana mi chiedo se talvolta, l'istinto degli animali, non sia meglio dell'uso di un cervello assai raffinato che non sa più come gestire i propri sentimenti.
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I diseredati 
sabato, 3 gennaio, 2009, 09:54


Ho appena letto l'articolo di Aldo Grasso sul Corriere che tenta invano di svelare il mistero del "successo di Carlo Conti e dei tremila programmi che conduce. Per chi frequenta Rai Uno, non esiste giorno in cui sia possibile salvarsi dalla sua presenza, capodanno incluso. Non è particolarmente simpatico, non manifesta particolari capacità...può darsi che sia bello, ma in quel caso, sarebbe più opportuno fargli fare il velino e non il conduttore.
Non è neanche l'unico: c'è Bonolis, la De Filippi, Gerry Scotti (il più telegenico a mio parere)e pochi altri che occupano abbondati porzioni del nostro schermo quotidiano, offrendo più noia che divertimento a dirla tutta.
Alcuni sono pagati molto più lautamente di chi si occupa d'informazione perchè i criteri di valore sono dettati dagli sponsor e la qualità di un programma coincide con il numero di telespettatori.
Se non dovessimo pagare una canone di abbonamento alla Rai, nessuno avrebbe niente da obiettare, ma quando i soldi del cittadino X vengono spesi così malamente, allora le cose cambiano.
La televisione vuol rappresentare quel che siamo e obbedisce rigorosamente alle nostre richieste: la scelta di carlo Conti la dice assai lunga sul nostro malessere.

Radiosveglio 
venerdì, 2 gennaio, 2009, 10:22


Vado in onda a modulazione di frequenza e scivolo sulla banda larga di una comunicazione che riprende un discorso lasciato in sospeso, con il desiderio di mescolare le carte e di trovare nuove combinazioni. Sono radiosveglio e mi accendo al tocco di un'emozione, di un pensiero, di una parola qualunque e penso che l'enigma dei giorni sia un piacevole rompicapo da cui fuoriesco ogni volta, sentendomi sempre più vicino a quello che realmente sono. Al di là delle risposte che non arrivano mai, tutti i giorni ripeto a me stesso che sono in ottima compagnia del minuto che sto vivendo e canticchio la prima canzone che mi viene in mente ringraziando l'acqua che scorre.
Sveglia! Ci siete? Che state facendo? Avete iniziato bene quest'anno? Dormite ancora? I'm here.
Ancora buon 2009 a tutti!
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