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Chi fermerà la musica 
martedì, 8 luglio, 2008, 07:57


Nel 1981 comprai un disco dei Pooh. Ecco, l'ho detto e adesso mi sento più leggero. Si possono perdere tanti amici con un'affermazione di questo tipo, ma è la verità.
Non posso neanche attribuire a mia discolpa la profondità del testo: "Chi fermerà la musica, l'aria diventa elettrica e un uomo non si addomestica...", terribile direi.
Il quesito del giorno è quello che segue: Qual è il disco più idiota che vi siete portati a casa in un momento di follia?
Dai, proviamo a girare a 45 giri e a ricordare gli episodi più assurdi del nostro personale percorso musicale.
Io confesso di aver speso dei soldi per ascoltare:

-Ramaya di Afric Simone
-La filanda di Milva
-Io canto (di Cocciante in francese)
-Un "the best" di Baglioni
-Stop dei Pooh
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So lonely 
domenica, 6 luglio, 2008, 15:53


Non vuoi una risposta e io, prudentemente, evitero di scriverti.
Diciamo che la mia missiva è per quelli come te, sempre pronti a lamentare solitudine e a piangere l'assenza di amici e relazioni.
Se dovessi essere proprio chiaro, direi che quel che raccogliete è il frutto di quel che date: poco, troppo poco, appena più di niente.
Non si può mai contare sul vostro contributo e sulla vostra presenza: pretendete che l'umanità intera stia lì immobile ad attendere un segno di partecipazione, ma non è così.
Non siete affidabili: prendete appuntamenti e disdite all'ultimo momento e vi meravigliate se dopo un paio di volte, gli altri decidono di eclissarsi e di investire altrove il proprio affetto.
Siete poco generosi: non sapete dare e non siete capaci di ricevere.
Non vi esprimete mai con chiarezza: desiderate che l'altro sia abbastanza intelligente e legga tra le righe.
Avete sempre un problema più grande di chi state incontrando, un dolore più acuto, una ferita più profonda.
Non riuscite a ridere quando gli altri si divertono e ritenete sempre infantili e sciocche le lacrime altrui se rapportate alla vostra situazione.
Pensate che il mondo finisca perchè lei vi ha lasciato o tradito e non considerate minimamente l'abbandono quotidiano a cui avete sottoposto l'altra parte.
Se vi ammalate, anche quando si tratta di un raffreddore, vi aspettate il trattamento che si riserva a un moribondo.
Non è mica semplice starvi accanto e assistere inermi mentre morite di sete e reggete un bicchiere mezzo pieno contemplando il vuoto che galleggia sopra il liquido.
E detto questo con tutta la franchezza che conosco, continuo lo stesso a volervi bene e a sperare che un giorno deporrete il lamento e indosserete il canto.
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Il mio amico immaginario 
domenica, 6 luglio, 2008, 08:12


L'amico immaginario
lo chiami ed è gia qui
dove si va questa notte
nel paese dei mulini si va
dove i mari si alzano
e puntano verso il cielo
mentre i maestri tacciono...
se lo decidi non esistono
come la legge di gravità
ti lanci da un alto dirupo
e ti ritrovi tra le nuvole
quelle senza brutte tempeste
bianche senza sfumature
accoglienti e avvolgenti...
dimmi che ci sei ancora
e non mi hai dimenticato
che ogni notte si attraversa
come un tunnel infinito
poi vedi ancora luce chiara
il giorno che si è nascosto
la tavola apparecchiata
il ruscello che scorre
i sassi che rimbalzano
i mulini che girano il vento
e il vento è zucchero filato
sa di mandorle e fragola
lo tieni in bocca e si scioglie
e lo ricordi sempre, lo ricordi
e lo ricordi ovunque, lo ricordi...
quell'amico sdraiato accanto a te
compagno di battaglie e vittorie...
l'uomo nero messo in fuga
e noi a sorridere felici
quel giorno che hai scoperto
di essere più d'un bambino
e ti sei visto allo specchio
non più nemico temibile
ma compagno di giochi
e scorribande notturne
mentre ti vedi già uomo
e catturi un riflesso
una vecchia istantanea...
grazie di esistere ancora
e poco importa se non ti riveli
se ormai sei uomo anche tu
e come me sogni ancora.
Mi osservi sereno e sorridente
mentre passi il pennello
e avverto il contatto
sulla mia pelle disegnata...
sono il tuo amico immaginario
sei il mio amico immaginario,
ultima fu la fantasia
e noi due siamo ancora qui.

Improvviso silenzio 
sabato, 5 luglio, 2008, 08:03


Non c'è più l'interminabile vociare dei ragazzi e degli animatori, come d'incanto, l'oratorio è diventato muto e resta solo un grande silenzio.
La fine dell'estate ragazzi è sempre un po' traumatica: l'assenza di voci e di suoni è surreale e per quanto conosca bene questo passaggio, la melodia in sottofondo risulta sempre di difficile ascolto.
Il silenzio improvviso è sempre un po' aggressivo e mette a nudo il vuoto che mi porto dentro. So bene che dura solo qualche giorno, poi, comincerò ad apprezzare il riposo degli orecchi e del cuore.

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Acqua in occidente 
venerdì, 4 luglio, 2008, 07:54


Acqua in occidente e l'occidente è ricco
fiumi e torrenti da bere e da sprecare
bottiglie sempre piene acque a colori
spume carboniche e bollicine infinite
vapori, nebulizzatori e storie liquide
acqua che piove troppo e a volte annoia
rubinetti gonfi e paffuti da svuotare
e non siamo mai contenti, mai sazi davvero,
palloncini e bombe estive da lanciare
fa caldo, mi annoio, faccio un bagno
mi lavo i denti con trenta litri freschi
prendo la gomma e ti lavo per giocare
e fradici ridiamo stolti sotto il sole
indifferenti a chi è privo del bicchiere
a chi muore per l'assenza di un sorso
a chi lotta per un misero acquedotto
e si perde nell'arsura di un deserto...
acque che deglutiamo senza rispetto
lamentando i costi alti del petrolio
senza pensare e senza riflettere
senza capire nè conoscere la sete.




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