martedì, 10 giugno, 2008, 07:58
Il governo Berlusconi si preoccupa della privacy del cittadino semplice, forse un po' di più di quello che detiene il potere, ma è bello pensare che si occupi anche di noi. In effetti è poco simpatico telefonare a qualcuno e supporre che un terzo resti in attesa ad ascoltare quello che stiamo dicendo. Quando, alcune telefonate vengono pubblicate dalle maggiori testate giornalistiche e recitate in tv e radio, il gioco è ancora più nauseante e la presunta libertà d'informazione dovrebbe conservare un po' di buongusto, ma quello, lo sappiamo, è ormai estinto del tutto, con buona pace di qualsiasi garante.
E' certamente necessario "limitare gli ascolti" ma, almeno per quanto riguarda i reati di corruzione e concussione, forse qualche soldino in più possiamo anche spenderlo, mi sembra.
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lunedì, 9 giugno, 2008, 23:23
Se la telecronaca di Romania-Francia si è persa nelle ripetute stupidaggini narcisistiche del signor Dossena che commentava ogni azione sottolineando quello che lui avrebbe fatto, pensato e detto nei panni dell'allenatore o del giocatore in questione, quella di Italia-Olanda è scivolata sulle innumerovoli faziosità di un salvatore Bagni piagnone. In Italia non sappiamo perdere e quando arriva una sconfitta non abbiamo la minima capacità di riconoscere il valore degli avversari. Bisogna sempre trovare un rigore che non ci hanno dato, un goal che andava annullato, un fuorigioco non visto e altre capperate che di fatto, avvengono in una qualunque partita. "Bisogna saper perdere" cantavano i Rokes qualche decennio fa e possibilmente conservare un minimo di dignità. Gli Olandesi sono stati nettamente superiori e questo è il punto: il resto è veramente gratuita noia.
Se tornassimo a commentare tecnicamente una partita senza troppi fronzoli e divagazioni, se affidassimo questo compito a un telecronista professionista e se, ancora, evitassimo di ripescare calciatori alla frutta o in pensione come supporto, lo spettacolo sarebbe più vicino alla decenza. Per quale motivo la Rai, Sky, Mediaset, La7, Premiun & affini, continuano a pagare tante persone per una telecronaca insopportabilmente faziosa e a livello delle chiacchiere di un bar dello sport qualunque?
Non sarebbe meglio tornare allo stile e alla classe dei Martellini e Viola, tanto per fare qualche nome?
Invece oltre ad assistere a una brutta partita, dobbiamo ascoltare anche le scempiaggini di qualcuno che appese le scarpe al chiodo, farebbe meglio ad andare a lavorare.
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lunedì, 9 giugno, 2008, 07:50
Sono un uomo libero e dimentico volutamente quel pronome personale che trasforma un gabbiano in un pavone.
Sono un uomo libero in relazione all'altrui respiro e se privo qualcuno del suo fiato, il mio volo finisce in una gabbia.
Sono un uomo libero quando distendo le ali e avverto la presenza di chi vola accanto a me.
Sono un uomo libero, lo sono davvero, quando penso a un amico e dimentico l'estratto conto.
Sono un uomo libero, come non sono mai stato, perchè non metto in saldo quel che penso, quel che desidero, quel che amo.
Sono un uomo libero, quando la mia preghiera non pretende di possedere Dio, quando si accontenta di chiedere una ragione in più per continuare a cercare, a sorridere, a sognare.
Sono un uomo libero, perchè non amo dare ordini nè eseguire quelli altrui quando sono in contrasto con la mia coscienza.
Sono un uomo libero; so bene che la libertà è precaria e si conquista ogni giorno rimettendo se stessi in discussione e accettando un sereno confronto con i dubbi e i tanti punti interrogativi che l'esistenza mi dona.
domenica, 8 giugno, 2008, 08:17
Una famiglia disfunzionale composta da un barbone, un coniglio bianconero e un cane e una famiglia tradizionale con papà, mamma e un bimbo. Per qualche minuto le due realtà si sfiorano e poi instaurano un contatto: il tramite è un bimbo che si ferma ad accarezzare il coniglio. La tenerezza di chi è piccolo, la gentilezza di un signore, la modalità di un contatto che "non si può" e "non si deve" eppure si realizza. Quando assisto a episodi di questo genere, mi sembra che le persone siano molto meglio di come vengono raccontate. E al di là di una fotografia, mi sento parte di quell'incontro e di una speranza che sento il dovere di continuare a scrivere.
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sabato, 7 giugno, 2008, 10:21
Sono tornato e il post di questa mattina, arriva con un certo numero di ore di ritardo.
L'immagine della via centrale di Nice, quasi completamente chiusa al traffico e percorsa da un modernissimo filobus offre un'idea di una città moderna in cui è possibile camminare senza troppi problemi. Quando i commercianti del centro storico di Asti si lamentano del calo delle vendite e pensano che l'isola pedonale sia il vero problema resto alquanto perplesso. Basterebbe un po' di coraggio e un progetto serio di valorizzazione del centro storico nel rispetto dell'ambiente e la nostra cità avrebbe ben altro volto e dignità.
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