venerdì, 4 aprile, 2008, 07:59
Un bel sole in widescreen per chi guarda quel che spunta oltre i tetti, nel silenzio di un mondo al suo risveglio e riscopre l'antico mestiere di portare il proprio respiro sino al ventre.
So bene che la serenità alla lunga può risultare noiosa, ma in questi giorni sono ben distante dalle polemiche sull'Alitalia, dalla "Pizza Dc" e dagli uomini barbuti in attesa di un figlio...
Non ho perso interesse per quel che accade nel mondo, continuo a leggere, mi informo, ma somo più interessato al piccolo panorama dei problemi di chi mi sta accanto, dalle notizie viventi che si esprimono con il gesto di una mano che saluta o dalle quattro chiacchiere nei pressi di un bar. La gente comune è molto più "bella" di quanto non sia la coda degli sfilanti in diretta televisiva. Così, in una mattinata come tante, avverto il desiderio di pregare per la salute di una cara amica o per una mamma che spera di risolvere i propri problemi economici.
E' a loro in particolare che oggi voglio dire "Buongiorno", e naturalmente, lo dico anche a chi leggendo questo breve messaggio, sogna insieme a me, un mondo minuscolo in cui prestare il proprio servizio.
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giovedì, 3 aprile, 2008, 08:04
Mi piace la semplicità del tratto che muove le matite colorate dei bambini. La sicurezza con cui disegnano un cielo con una sola nuvoletta che non minaccia pioggia. Quel loro essere in perfetta sintonia col risveglio del mondo e quelle prospettive personali che ingrandiscono un particolare a cui sanno prestare la fantasia di tinte trasfigurate dalla loro immaginazione. Un bambino sa bene che la realtà è qualcosa di più grande; tenta di raccontarla mettendo in moto una creatività che sfugge alla logica di chi si limita a ritrarre. Il disegno di un bambino, cerca sempre il movimento e la trasformazione, mostra uno spicchio di sole o un quarto di luna, un fiore o una pianta che sono sempre in divenire. Un bambino, ti regala un disegno come una parte di se stesso, come un mondo che merita di essere condiviso e raccontato.
Buona Primavera, a tutti i bambini che arricchiscono la terra di un disegno in più e soprattutto, a quelli diventati adulti con il desiderio di trasformare un foglio bianco in un sogno a colori che trasforma ogni aridità in un possibile sorriso.
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mercoledì, 2 aprile, 2008, 07:49
Non saprei dire se "il mattino ha l'oro in bocca", so che in questi giorni lo sto apprezzando come non mi capitava più da molto tempo. Il caffè trangugiato in tutta fretta è diventato più aromatico e lo mando giù a piccoli sorsi e con grande tranquillità. Quando suona la radiosveglia, ho voglia di alzarmi e di affrontare la giornata e i primi pensieri sono meno confusi e nascono in un piccolo balcone da cui posso vedere le montagne quando è sereno. E anch'io mi lasci acquietare: da un ricordo o da una prospettiva, da un desiderio o da un attesa o più semplicemente, dalla sicurezza dell'incontro con le persone a cui voglio bene e da cui mi sento amato.
Non utilizzo grandi parole per pregare, mi limito a ringraziare per la percezione delle cose belle che mi circondano o a ricordare qualcuno in difficoltà.
Anche l'oro è assai relativo e mi sembra qualcosa di più e di differente di un metallo prezioso: dal mio punto di vista è un banalissimo mattino in cui ti svegli e sei così contento di esistere.
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martedì, 1 aprile, 2008, 07:51
Questo gigantesco villaggio globale mette in cuore una certa nostalgia per la semplicità di un mondo tribale che almeno da noi, non esiste più da qualche decennio. Certo, ad osservare la locazione provvisoria delle poste astigiane, sembra un po' di essere in un paese dell'est prima della caduta del muro e dietro gli opuscoli di carta di un buon numero di agenzie di servizi di vario genere esiste una realtà che utilizza la tecnologia per complicare la vita più di quanto non la sappia risolvere.
Paghiamo bollette, bolli, costi assurdi per accendere o spegnere un conto corrente, per spostare modeste quantità di denaro, per una voltura, per una successione e per qualsiasi movimento desideriamo effettuare. Non è possibile neanche restare fermi perchè la libera concorrenza, priva di un certo numero di regole, comporta la necessità di cambiare piano telefonico, gestore di energia, società che smaltisce rifiuti. Il numero indefinibile di offerte speciali e incentivi, ogni giorno, cambia il gioco delle convenienze e sprechiamo una buona dose di tempo alla ricerca dell'operatore perduto che ci mette "in attesa" tra un'imprecazione e un insulto. I "call center" difficilmente si preoccupano di mettere i loro "precari" nella condizione di poter comprendere e risolvere le questioni che sorgono di volta in volta. Non oso pensare in che modo può sopravvivere una persona anziana tra una grana amministrativa con la compagnia telefonica, l'uso di un ipertecnologico telecomando e l'interpretazione di una bolletta scritta come un rompicapo.
Se la tecnologia non semplifica se stessa, la vita diventa inutilmente complicata e l'uscita dal labirinto è metafisica Kafkiana.
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lunedì, 31 marzo, 2008, 08:03
C'è chi lo tace una vita intera
chi lo sbandiera ai quattro venti
senza dignità, senza rispetto
lo urla in diretta televisiva...
tu dillo con le tue parole
l'amore che chiede di comunicare
scrivilo in una lettera
e non dimenticare l'indirizzo.
C'è chi si sente inadeguato
chi non conosce nessuna umiltà
solo arroganze, solo presunzioni
amplificate da un microfono...
ma tu non devi averne paura
l'affetto chiede anche parole
prova a lasciarlo andare
e non dimenticare il mittente.
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