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Quella sua maglietta fina 
domenica, 20 gennaio, 2008, 10:43


Se "apro gli occhi e ti penso" mentre indossi "quella tua maglietta fina" e canto a squarciagola "maledetta primavera" o sto rimbambendo del tutto o Sanremo è "alle porte del sole, ai confini del mare". Prendiamo per buona la seconda che ho detto, anche se la prima...
Non è così facile cantare qualcosa dei Rolling Stones o degli U2 sotto la doccia mentre Toto Cutugno suona così bene con l'accompagnento dell'acqua che scorre.
Lo ammetto: quando mi chiudo nel box doccia, canto canzoni inqualificabili in altri momenti della giornata. Da Marisa Sannia a Patty Pravo passando per Mal dei Primitives. I Rokes, Tiziana Rivale,
Laura Luca, Donatella Milani o Mino Vergnaghi prendono possesso delle mie corde vocali e mi costringono a intonare canzoni che i più hanno dimenticato.
A questo punto mi chiedo: voi cosa cantate sotto la doccia?
Suvvia, confessate! Quando i riflettori si accendono e lo scroscio dell'acqua impazza a chi prestate la voce?
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Colpito e affondato 
sabato, 19 gennaio, 2008, 08:23


Non so bene cosa significhi il detto "Sto da cani" ma, l'immagine spiega assai bene come mi sento. Sarà anche proveniente da un luogo esotico questa influenza: è "un sacco bello" avere il mal di testa esotico e i brividi equatoriali. Non ho febbre e questa è davvero una fortuna perchè così oltre a stare male bollo anche puntuale il cartellino in ufficio.
Sara ha lanciato la moda e subito Michele l'ha seguita a ruota...non potevo proprio sottrarmi al mal comune e mi chiedo dove sia il mezzo gaudio.
Per oggi mi prendete così: noioso, deprimente ed esotico.
Buona giornata a tutti.
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Big Duke 
venerdì, 18 gennaio, 2008, 10:08


Non ci sono più le ombre rosse ma quelle dell'imprevedibile mercato cinese e "il massacro degli Apache" dopo la sosta Irakena e la vendetta Afghana, attende nuovi sviluppi in Iran e forse in Corea.
Big Duke, se solo ci fossi ancora tu, sapremmo bene che una freccia è segno di inaudita malvagità mentre una pallottola è il bene che avanza sicuro verso la vittoria.
E' sempre un vecchio "dollaro d'onore" a decidere le sorti di uno schermo velato che si tinge di colore senza abbandonare la logica del bianco contrapposto al nero.
Ma dove si trova la "Terra Promessa"? "In nome di Dio" è lecito cercarla ovunque e con ogni mezzo a disposizione?
Continuiamo il nostro mai terminato "viaggio verso il West" perchè i "sentieri selvaggi" non hanno alcuna intenzione di accettare la nostra civiltà.
"Cavalca e spara Mr Morrisson, supera " i falchi di Rangoon"...i titoli di coda di questo "lungochilometraggio" sono ben lungi dall'arrivare.

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Parla Tu 
giovedì, 17 gennaio, 2008, 09:33


Troppe parole e poca semplicità non sono una buona premessa per realizzare un dialogo costruttivo. Se aggiungiamo una buona dose di risentimento e la restaurazione di ideologie che sino a qualche anno fa potevano apparire superate, allora, è difficile andare oltre all'accostamento di impermeabili monologhi.
La presunzione e l'arroganza di chi cerca una parola in più per mettere a tacere l'altro mi induce a pensare che scienza e fede, abbiano bisogno di ricondurre a maggiore mitezza l'esercizio del proprio pensiero.
Il muro contro muro non serve a nessuno e quando le parole appaiono insufficienti per spiegare e per capire, c'è qualcosa che non funziona in quel crocevia in cui mente e cuore dovrebbero accordarsi.
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Vorrei rivedervi... 
mercoledì, 16 gennaio, 2008, 12:50


Ancora una canzone sul tema dell'amicizia a distanza di anni.
La nostalgia che si prova quando tornano alla mente i ricordi della propria giovinezza. In questo caso, a scrivere, non è più una giovane
venticinquenne ma, un cantautore che ha passato i 50 anni.
Si chiama Jean Jacques Goldman e desidero condividere con voi il video e le parole di una canzone che mi piace molto e...a volte mi fa versare anche qualche lacrima.

Una traduzione un po' veloce ma, credo, comprensibile.

Vorrei rivedervi (Jean Jacques Goldman)

Potrà sorprendervi questa lettera
Ma chi lo sa? Forse non sarà così.
Come brace sopravvissuta alle ceneri
D’un amore già così lontano.
Ve lo ricordate?
Eravamo così pieni di noi stessi
La nostra ragione rinuncia
Ma la nostra memoria no…
Teneri adolescenti, continuo a pensarci
Scende la mia sera e vorrei rivedervi

Abbiamo vissuto il nostro tempo
Arroganti così come lo sono gli amanti
Il solito orgoglio di chi pensa
“Per noi due è diverso”

Tutto sembrava così normale,
“le nostre vite saranno un ballo”
Sono così rare le danze felici,
lo si capisce più tardi
Il tempo sui nostri volti
Segnato da mille temporali
Vorrei rivedervi e non “per caso”

Sicuramente ci saranno fantasmi e scene da rievocare
Chi sono i vostri re e i vostri regni? Ma vorrei solo sapere
Anche se può apparire ironico, solo sapere
Abbiamo ben vissuto la stessa storia?

La maturità è un ultimo lungo viaggio
Un binario in una stazione ed è ora di partire
Non servono bagagli
Quello che davvero conta
È saper dire grazie
Per quanto di bello
Abbiamo condiviso
Certamente il gusto di ogni vittoria
Porta con sé anche ferite
Le vostre battaglie
Sentirne ancora il profumo
Il vostro sguardo
Un dolce specchio
In cui ritrovarci.


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