giovedì, 4 febbraio, 2010, 08:23
La confederazione delle galassie di celluloide ha inviato sulla terra otto uomini neri e mezzo (in omaggio a Fellini), per rapire Boldi e De Sica. Qualcuno sta già pensando "Finalmente una buona notizia", ma non è così!
Se i terrestri desiderano che Massimo e Christian restino confinati in una landa desolata del deserto spaziale, dovranno pagare il canone internazionale che consiste in cinque pellicole reputate indimenticabili dalla popolazione terrestre.
Avete in mano l'opportunità di evitare due cinepanettoni natalizi con la modica spesa di cinque minuti del vostro tempo.
La scadenza è fissata per le ore 12 di domani: chi non pagherà il canone sarà costretto alla visione integrale della proiezione di tutte le opere di David Work Griffith o, a scelta, alle avventure di Pierino in compagnia di Alvaro Vitali.
Voglio salvarmi e invio immediatamente il mio modulo:
-Tutto su mia madre di Pedro Almodovar, perchè i sentimenti abitano ovunque
-American Beauty di Sam Mendez, perchè la vita è più complicata di quanto possa sembrare
-C'era una volta in America, perchè un film può durare quattro ore e scorrere senza un filo di noia
-Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder, per la leggerezza nella calura estiva
-Una giornata particolare di Ettore Scola, per le prime lacrime che Mastroianni e la Loren mi hanno saputo regalare
-Mary Poppins di Rober Stevenson, perchè a dispetto di ogni vertigine, mi ha messo la voglia di ballare su un tetto.
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mercoledì, 3 febbraio, 2010, 08:20
Putacaso la libreria personale va a fuoco e non c'è molto tempo per decidere quali libri salvare.
I secondi scorrono rapidamente e bisogna agire prima che sia troppo tardi!
Hai a disposizione cinque titoli da portare in salvo, cinque libri che vorrai rileggere, cinque testi da non dimenticare.
Per ogni libro una motivazione e, provo subito a giocare imponendomi un limite di cinque minuti: se le fiamme divampano, chiedere più tempo per riflettere è un lusso che non mi posso concedere.
La Bibbia è già in salvo, ne ho più di una copia anche in ufficio quindi non vale.
I libri che ho scelto non sono quelli che reputo più importanti, ma sono quelli che sono passati dalla sera all'alba senza lasciare la stretta delle mie mani e sono in relazione con un determinato mopmento della mia vita.
"I giullari di Dio" di Morris West per quell'attesa interminabile che ha illuminato di una luce profonda il Natale.
"Il piccolo principe" di Antoine de Saint Exupéry per avermi offerto un mondo in cui esplorare altri mondi e per una camminata alla ricerca di una fonte che nessuna pillola per la sete potrà mai sostituire.
"Una casa alla fine del mondo" di Michael Cunnigham, per aver allargato i miei orizzonti e ampliato i miei concetti di casa e di famiglia.
"L'uomo che credeva di non avere più tempo" di Guillaume Musso, per i minuti di riserva che ha aggiunto al mio cassetto.
"Il Canzoniere" di Petrarca per quei pomeriggi in biblioteca regalati a un adolescente inquieto.
Sono realmente i primi cinque titoli che mi sono venuti in mente: a voi il compito di continuare il gioco o di fermarlo qui.
Buona giornata a tutti.
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martedì, 2 febbraio, 2010, 08:20
Se hai la fortuna di assistere a un match come Arsenal-Manchester United, subito dopo, non puoi che sorridere di fronte al giornalista di turno che afferma la superiorità del nostro campionato di calcio.
Gli scontri della nostra massima serie sono ormai intrisi di tatticismi esasperati che, di fatto, sono la negazione del calcio spettacolo.
Le partite di cartello tradiscono spesso le attese, sono continuamente interrotte da falli inutili a centrocampo ed esasperate sul piano di una tensione che va oltre ogni agonismo possibile.
Gli arbitri non sono mai sereni perché sanno benissimo che ogni loro errore sarà sottoposto al vaglio di moviole interminabili affidate a esperti e presunti tali.
Le panchine saltano con estrema facilità e, gli allenatori, sanno bene che possono giocare male, anche malissimo, a patto di portare a casa un risultato utile.
I campioni, anche quando non sono tali solo per la loro valutazione sul mercato, non hanno tempo di integrarsi, di adattarsi a una società e al gioco di una squadra: devono dimostrare immediatamente quanto valgono.
Le poche partite dignitose, vengono quasi sempre dalla provincia e dalle società minori e non è un caso: Bari e Cagliari divertono come raramente l'Inter, il Milan o la Juventus sanno fare.
Siamo forse i campioni di chiacchiere sul calcio, ma sul tappeto neanche troppo verde di Torino o di Milano, il pallone rimbalza senza troppa convinzione e sta trasformado gradualmente il calcio giocato in un interminabile reality.
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lunedì, 1 febbraio, 2010, 08:20
Non amo le automobili, non ho mai avuto il desiderio di prendere la patente e la maggior parte dei miei spostamenti avviene con l'uso delle mie gambe o con l'aiuto dei mezzi pubblici. Non capirò mai l'amore di un uomo per la sua vettura, ma comprendo benissimo l'utilità di quel veicolo e, pur amando i cavalli, non rimpiango la carrozza.
Qualcuno guida in stato di ebbrezza, qualcuno usa molto l'acceleratore e dimentica i freni mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri, perché ha fretta o per il semplice desiderio di correre, ma l'automobile resta comunque un mezzo indispensabile per vivere questo tempo.
Ho smesso di scrivere con la penna, lo faccio in rare occasioni: pensavo di non riuscire ad abituarmi a una tastiera e a uno schermo. Oggi, mi sento a mio agio e penso di aver semplicemente cambiato veicolo ai miei pensieri.
Un mezzo virtuale? Lo sono anche i pensieri e, non diventano reali solo perchè riposano sulla carta anziché su una chiavetta Usb. I pensieri diventano veri nella misura in cui indossano il nostro corpo e diventano parole che abitano la nostra carne.
D'estate mi capita spesso di ascoltare musica suonata dal vivo, ma in questa stagione, benedico il mio telefonino ch'è un ottimo lettore e mi permette di godermi il mio pomeriggio libero camminando tra i suoni che desidero ascoltare: se chiudo gli occhi mi sembra di volare in compagnie di quelle "emozioni" che fanno bene al cuore. Se c'è un'urgenza, la musica sfuma gradualmente e posso rispondere alla chiamata, se ho bisogno di fissare un pensiero, apro una pagina e il gioco è fatto.
La carta dei giornali mi lascia indifferente: amo le notizie sintetiche e abbandono velocemente le polemiche di natura politica o i romanzi criminali che si trastullano morbosamente nei pressi della cronaca nera.
E' sempre lo stesso telefonino e mi permette di frequentare siti che offrono notizie che non si trovano sui maggiori quotidiani.
Posso raccontare una vacanza in diretta e comunicare quel che mi stupisce e mi commuove, scattare una fotografia e condividerla; posso raccontarmi anche a distanza.
Se desidero pregare, ho il breviario a disposizione e se ho bisogno di consultare la Bibbia, posso farlo anche per strada...sempre con lo stesso mezzo.
Gioco a briscola sul treno con una persona qualsiasi di questo mondo e gli invio un saluto da questa mia postazione sulla terra, ricevo una lettera importante e cerco di rispondere immediatamente.
Per qualcuno sarà solo un telefono cellulare, per me è uno strumento di contatto e di relazione che non sostituisce l'incontro personale e chiunque mi conosce, sa benissimo che non mi nego la gioia di comunicare "dal vivo".
Sono consapevole della pericolosità dei mezzi, ma anche un coltello può servire a tagliare una carota o a fare brandelli di una vita.
Per qualcuno il telefono o il portatile, sono solo oggetti per apparire, ma quando esibisci una Mont Blanc non è che il gioco sia differente.
Ho smesso di essere contro e, sto cercando di capire e di distinguere quel che realmente mi serve, da quello che nel futuro prossimo occuperà solo uno scatolone in cantina.
Qualcosa è cambiato e sto cambiando anch'io e, non mi dispiace affatto dover rimettere in discussione quel che sono oggi e quello che potrò essere domani
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domenica, 31 gennaio, 2010, 10:33
Sono qui a scrivere e a utilizzare un mezzo di comunicazione che solo qualche decennio fa, neanche avrei potuto immaginare. Penso a mia madre, a sua sorella emigrata in America, a tutte le parole che non hanno potuto dirsi, al fatto che oggi, potrebbero sentirsi e vedersi quotidianamente come io faccio col mio amico Simone che vive a S.Louis in Missouri e, senza questo mezzo, chissà, forse ci saremmo già persi di vista.
Sono qui, con un bicchiere d'acqua appena prelevato da un distributore che mi permette di fare a meno della plastica delle bottiglie.
Sono qui, con una cuffia che riproduce un disco che non sento il bisogno di masterizzare e posso diminuire, almeno in parte, il mio quantitativo di spazzatura.
Sono qui e leggo un giornale o una rivista che non ho bisogno di conservare in copia cartacea e penso agli alberi che forse, domani potremo smettere di abbattere inutilmente.
Sono qui e penso che gli zainetti pesantissimi degli scolari, potranno alleggerirsi e quintali di carta non finiranno al macero dopo pochi anni.
Sono qui e sfoglio le fotografie che voglio conservare e posso evitare lo spreco del colore e degli inchiostri che una fotografia mossa o sbagliata non meritano.
Sono qui e so benissimo che in milioni di altri casi, il progresso coincide con lo spreco, lo sfruttamento e il consumo fine a se stesso.
Sono qui e penso che abbiamo l'opportunità di scegliere la tecnologia che migliora la vita dell'uomo e di rifiutarla nel momento in cui è inutile e dannosa.
Sono qui e credo che tra un errore e l'altro, qualcosa di buono e di utile venga anche dal domani: prima di negarmi al futuro preferisco cercare di capire da che parte sta andando.
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