lunedì, 1 febbraio, 2010, 08:20
Non amo le automobili, non ho mai avuto il desiderio di prendere la patente e la maggior parte dei miei spostamenti avviene con l'uso delle mie gambe o con l'aiuto dei mezzi pubblici. Non capirò mai l'amore di un uomo per la sua vettura, ma comprendo benissimo l'utilità di quel veicolo e, pur amando i cavalli, non rimpiango la carrozza.
Qualcuno guida in stato di ebbrezza, qualcuno usa molto l'acceleratore e dimentica i freni mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri, perché ha fretta o per il semplice desiderio di correre, ma l'automobile resta comunque un mezzo indispensabile per vivere questo tempo.
Ho smesso di scrivere con la penna, lo faccio in rare occasioni: pensavo di non riuscire ad abituarmi a una tastiera e a uno schermo. Oggi, mi sento a mio agio e penso di aver semplicemente cambiato veicolo ai miei pensieri.
Un mezzo virtuale? Lo sono anche i pensieri e, non diventano reali solo perchè riposano sulla carta anziché su una chiavetta Usb. I pensieri diventano veri nella misura in cui indossano il nostro corpo e diventano parole che abitano la nostra carne.
D'estate mi capita spesso di ascoltare musica suonata dal vivo, ma in questa stagione, benedico il mio telefonino ch'è un ottimo lettore e mi permette di godermi il mio pomeriggio libero camminando tra i suoni che desidero ascoltare: se chiudo gli occhi mi sembra di volare in compagnie di quelle "emozioni" che fanno bene al cuore. Se c'è un'urgenza, la musica sfuma gradualmente e posso rispondere alla chiamata, se ho bisogno di fissare un pensiero, apro una pagina e il gioco è fatto.
La carta dei giornali mi lascia indifferente: amo le notizie sintetiche e abbandono velocemente le polemiche di natura politica o i romanzi criminali che si trastullano morbosamente nei pressi della cronaca nera.
E' sempre lo stesso telefonino e mi permette di frequentare siti che offrono notizie che non si trovano sui maggiori quotidiani.
Posso raccontare una vacanza in diretta e comunicare quel che mi stupisce e mi commuove, scattare una fotografia e condividerla; posso raccontarmi anche a distanza.
Se desidero pregare, ho il breviario a disposizione e se ho bisogno di consultare la Bibbia, posso farlo anche per strada...sempre con lo stesso mezzo.
Gioco a briscola sul treno con una persona qualsiasi di questo mondo e gli invio un saluto da questa mia postazione sulla terra, ricevo una lettera importante e cerco di rispondere immediatamente.
Per qualcuno sarà solo un telefono cellulare, per me è uno strumento di contatto e di relazione che non sostituisce l'incontro personale e chiunque mi conosce, sa benissimo che non mi nego la gioia di comunicare "dal vivo".
Sono consapevole della pericolosità dei mezzi, ma anche un coltello può servire a tagliare una carota o a fare brandelli di una vita.
Per qualcuno il telefono o il portatile, sono solo oggetti per apparire, ma quando esibisci una Mont Blanc non è che il gioco sia differente.
Ho smesso di essere contro e, sto cercando di capire e di distinguere quel che realmente mi serve, da quello che nel futuro prossimo occuperà solo uno scatolone in cantina.
Qualcosa è cambiato e sto cambiando anch'io e, non mi dispiace affatto dover rimettere in discussione quel che sono oggi e quello che potrò essere domani
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domenica, 31 gennaio, 2010, 10:33
Sono qui a scrivere e a utilizzare un mezzo di comunicazione che solo qualche decennio fa, neanche avrei potuto immaginare. Penso a mia madre, a sua sorella emigrata in America, a tutte le parole che non hanno potuto dirsi, al fatto che oggi, potrebbero sentirsi e vedersi quotidianamente come io faccio col mio amico Simone che vive a S.Louis in Missouri e, senza questo mezzo, chissà, forse ci saremmo già persi di vista.
Sono qui, con un bicchiere d'acqua appena prelevato da un distributore che mi permette di fare a meno della plastica delle bottiglie.
Sono qui, con una cuffia che riproduce un disco che non sento il bisogno di masterizzare e posso diminuire, almeno in parte, il mio quantitativo di spazzatura.
Sono qui e leggo un giornale o una rivista che non ho bisogno di conservare in copia cartacea e penso agli alberi che forse, domani potremo smettere di abbattere inutilmente.
Sono qui e penso che gli zainetti pesantissimi degli scolari, potranno alleggerirsi e quintali di carta non finiranno al macero dopo pochi anni.
Sono qui e sfoglio le fotografie che voglio conservare e posso evitare lo spreco del colore e degli inchiostri che una fotografia mossa o sbagliata non meritano.
Sono qui e so benissimo che in milioni di altri casi, il progresso coincide con lo spreco, lo sfruttamento e il consumo fine a se stesso.
Sono qui e penso che abbiamo l'opportunità di scegliere la tecnologia che migliora la vita dell'uomo e di rifiutarla nel momento in cui è inutile e dannosa.
Sono qui e credo che tra un errore e l'altro, qualcosa di buono e di utile venga anche dal domani: prima di negarmi al futuro preferisco cercare di capire da che parte sta andando.
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sabato, 30 gennaio, 2010, 09:35
Tutto scorre e la velocità non è più quella del fiume, ma di una metropolitana nell'ora di punta.
Tutto scorre e cambia sempre più velocemente; la novità di oggi sarà dimenticata in soffitta nell'arco di pochi mesi.
Tutto scorre, anche i sentimenti volano veloci e riducono la sensazione dell'eternità a una manciata di settimane o di mesi.
Si può essere stabili quando tutto muta e cambia pelle con la rapidità che neanche riesci a immaginare?
Quale stabilità è ancora possibile per i nostri giorni?
Si può fare la guerra al cambiamento e cercare di fermare se stessi o inseguire il tempo, con lo stress di chi avverte di non essere in sincronia con i propri attimi.
Personalmente, vorrei imparare a scorrere meglio, apprendere che anche quando non me ne accorgo, sto cambiando anch'io e non è detto che sia un male.
Cambia il mio corpo, si modificano i sentimenti, le convinzioni hanno bisogno di nuove ragioni e quel che talvolta ho considerato stabilità e fermezza, è paura di crescere e di maturare.
Forse, considerando le stagioni, l'età del bambino ch'è già adulto, la ruota che mai smette di girare, è più opportuno, accettare il limite apparente di una vita, che in ogni suo attimo è aperta a qualsiasi possibilità.
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venerdì, 29 gennaio, 2010, 09:41
Suono la carica
non indosso la divisa
non scelgo la suoneria
non partecipo all'estrazione...
Ho nostalgia di me stesso
del bambino che giocava con le formiche
del giovane con la tuta di raso rossa
dei perchè che più non so chiedere
della vita che non ho raccontato
per paura di quell'indice puntato
per non infastidire la norma comune
per aver creduto miraggio un sogno.
Sono solo l'ombra di me stesso
un fantoccio pienamente integrato
un accessorio per l'arredamento
una coda infinita al supermercato.
Oggi so bene chi dovrei essere:
ho visto un uomo alla porta
ho interpretato le sue rughe
la libertà di rendere conto a Dio
e, parlino pure in continuazione
quelli che si negano allo specchio
e riflettono l'altrui desiderio.
Non ho altro compito
se non quello di assomigliarmi
e di concedere ai miei fratelli
di essere quello che sono...
l'immagine di un Dio che danza
e non teme di essere felice.
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giovedì, 28 gennaio, 2010, 08:28
Confesso il mio innamoramento preventivo per questo microgioiello dell'elettronica e attendo la fine di marzo per poterlo digitare personalmente.
Il tablet della Apple è praticamente dello stesso spessore, con uno schermo di 9,7 pollici e un peso che non raggiunge i 700 grammi. E' un telefono, è un pc, è un lettore di video e musica e mille altre cose. Piena compatibilità con l'I Phone (stesso sistema operativo) e con tutto il suo parco applicazioni. Possibilità di leggere quotidiani, riviste e libri con il nuovo catalogo presente nell'I books store.
Tastiera virtuale per un touch-system che permette l'uso di più dita e non occupa nessuno spazio ulteriore.
Anche i prezzi si preannunciano concorrenziali: la versione da 64 Giga, non dovrebbesuperare gli 829 dollari.
Vedremo come risponderanno le case concorrenti e, soprattutto, se quanto dichiarato da Mister Steve Jobs corrisponde a verità.
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