sabato, 6 marzo, 2010, 08:23
C'è un pensiero che leggero si fa
pilota di carta, conduci la penna
attingi l'inchiostro e levati alto,
segna le ali di un sogno impigrito
godi l'ebbrezza del nuovo mattino
taglia l'aria del vento contrario
colma di desiderio la nuova rotta.
Non sei per tutte le destinazioni,
sei per quel luogo che già conosci
di cui conservi un nome in memoria
una scritta di grafite sull'anima,
c'è un approdo che si dice sicuro
ma dimentica il senso del viaggio
c'è una meta che promette riposo
a intorpidire lo stupore del volo.
C'è un pensiero che profondo si fa
pilota di penna, traccia la carta
pensa mentre ti stai attraversando
e puoi godere l'ottima compagnia
di chi bussa con te a quel mistero
nel silenzio d'un mattino qualunque
nel gioco che unisce mente e corpo
e sa bene che c'è ancora e di più.
sabato, 6 marzo, 2010, 11:14
Non sei per tutte le destinazioni, sei per quel luogo che già conosci
Proprio così!
Buon sabato di sole (sorvoliamo sul vento freddo...) a tutti!
domenica, 7 marzo, 2010, 00:53
C'è un battello a Brindisi che collega il quartiere residenziale al centro cittadino attraversando il seno di levante nel porto naturale; un tratto di mare sempre calmo anche quando il vento soffia forte e la burasca si scatena al di fuori del porto; un braccio di mare largo poche centinaia di metri che qualche temerario di tanto in tanto affronta a nuoto.
Fino a pochi anni fa attraccavano i traghetti per la Grecia con milioni di turisti che in ogni periodo dell'anno assaltavano negozi, ristoranti e agenzie di viaggio in attesa di partire per le vacanze; poi l'idiozia degli amministratori ha spostato l'attracco sul seno opposto, condannando a morte il commercio nel centro della città.
Ma questo non c'entra nulla con la riflessione.
Il pensiero torna al pilota del battello; lo osservo quando dopo aver pranzato faccio due passi sul porto per favorire la digestione fumando il solito sigaro.
E' un compito facile il suo; pilotare un battello da 20 posti per un tratto di mare calmo e portare dall'altra parte il suo carico di impiegati che tornano al lavoro dopo la pausa pranzo.
Vede passare il rimorchiatore che, invece, ha il difficile compito di guidare il traghetto proveniente dalla Grecia; deve uscire in mare aperto, anche con condizioni proibitive, ma dopo pochi minuti rientra in porto avendo assolto il suo compito.
E infine vede passare il peschereccio che dopo una intera giornata in mare aperto torna finalmente a casa grazie alla bravura del timoniere che ha saputo evitare il pericolo della tempesta.
Ma non c'è differenza fra il pilota del battello, quello del rimorchiatore e quello del peschereccio; tutti e tre dimostrano perizia e coraggio, e tutti e tre tornano nel luogo che conoscono dove trovano un approdo sicuro.
La differenza è nel percorso che a ciascuno di loro è stato assegnato; e tutti e tre, a loro modo, svolgono bene il loro compito.
La vita è il nostro percorso, e Qualcuno ne ha già tracciato la rotta, decidendone partenza e arrivo; a noi il compito di navigare in questo mare, a volte calmo e a volte in burrasca, chiedendo aiuto alla bussola quando pensiamo di aver perso la rotta.
C'è chi ha avuto la rotta facile del pilota del battello, chi quella più difficile del peschereccio, ma tutti quanti, alla fine, entreremo in porto.
Il mare è libertà, è immensità, è riflessone ma è anche silenzio; e il rumore delle onde è il sottofondo dei pensieri.
E lo spunto per la riflessione viene dal comportamento delle persone che ogni giorno lo affrontano; mai con arroganza, ma sempre con il giusto rispetto.
Mi sento fortunato a poterlo vedere tutti i giorni.
E penso a voi che con quella faccia un po' così quell'espressione un po' così per vederlo dovete andare a Genova...
P.S.: chiedo scusa a Paolo Conte
domenica, 7 marzo, 2010, 01:20
Già, ma il mare è maestro anche di saggezza!
E sà che chi non imparerà presto a nuotare, che si tratti di un pilota di barche grosse o piccine,...corre sempre lo stesso rischio!
Di affogare, se cade in mare!
E allora chi ha volontà ci mette braccia e fiato, e lavora duro!
Chi resta sul molo a ridere, prima o poi si scontrerà con uno scoglio meno simpatico!
domenica, 7 marzo, 2010, 08:27
Nel 1981 ho preso il traghetto per la Grecia da Brindisi...chissà se si trattava dello stesso porto. Ricordo una giornata di sole torrido, i banchetti che vendevano "Melloni" e i miei capelli ancora sulla testa. domenica, 7 marzo, 2010, 12:12
E avrai certamente attraversato il centro della città rendendoti conto di come fosse vivo e frequentato.
Per i giovani abituati alle comodità dell'industrioso settentrione che dopo un avventuroso viaggio in treno su unico binario non ancora elettrificato scendevano alla stazione, era gratificante il vedere da lontano il traghetto che faceva pregustare la vacanza.
E non avrai certamente mancato di gustare qualcosa nei numerosi ristoranti che ad ogni ora del giorno erano pieni di clienti o fare shopping nei negozi aperti senza interruzione da mattina a sera e, in estate, fino a notte inoltrata.
Era un turismo "di transito", e raramente il viaggiatore si fermava per più di una notte se non trovava posto sul traghetto, ma portava ricchezza agli indigeni.
La città viveva su questo e, ahimè, sul contrabbando di sigarette.
Poi qualche amministratore intelligente ha spostato l'attracco dei traghetti sul seno di ponente; in linea d'aria si tratta di poche centinaia di metri, ma chi arriva in auto non passa più attraverso il centro città, e chi arriva in treno scende alla stazione marittima.
Il centro città è diventato isola pedonale, ma una buona metà dei negozi hanno chiuso, trasferendosi nei centri commerciali aperti in periferia.
E' un po' la favola del Re Travicello: chi è causa del suo mal pianga se stesso.
La prossima volta che vai in Grecia chiamami.
Ti farò passare le vacanze in posti molto più belli qui in Puglia, dove almeno non avrai problemi con la lingua...






