lunedì, 8 febbraio, 2010, 09:19
Emo come emozione, come emotivo. Emo come necessità e ricerca di un mondo emozionalmente ricco, ma anche emo come rischio di naufragare nell'ossessiva ricerca di contatto che fatica ad accettare la ripetitività di una vita in cui esiste anche la noia.
Chi sono gli emo? Difficile inquadrare questa realtà giovanile che nasce dalle ceneri del Punk e, almeno esteticamente, direi anche da quel che resta della musica e dei contenuti Dark degli ormai lontani 80.
Come in tutti i fenomeni giovanili, c'è un genere musicale che li contrassegna, ma non è semplice capire e interpretare correttamente la "emo-core" in quei filoni dell'Alternative rock, della musica Indie che, conosco troppo poco, per poter giudicare.
Se osservo il cantante dei Tokio Hotel, mi verrebbe naturale pensare che sia un emo, ma non è così e proprio per questa facilità di perdersi e confondersi, è meglio tacere e lasciare ad altri la parola.
Ieri sera, uno speciale del Tg Uno, ha trattato il tema in questione, ma purtroppo non sono riuscito a vederlo e mi riprometto di recuperare al più presto la puntata sul sito della Rai.
Chiedere non costa nulla e allora ci provo: qualcuno ha visto lo speciale?
Qualcuno ne sa qualcosa di più?
Vado oltre: i ragazzi dei gruppi giovanili ne sanno certamente molto più degli adulti, cosa ne pensano?
Hermione, Merfe e Silvia: avete voglia di invitarli su questa pagina per provare a sentire le loro opinioni in proposito?
Buona settimana a e buone emozioni a tutti!
lunedì, 8 febbraio, 2010, 11:40
Scusate mi intrometto di nuovo con l'enigmistica:
GRANDISSIMA CIOCCOSTE!!!
La soluzione era proprio: "Un minuto in ritardo", perchè il Ministro Brunetta è arrivato quando la conferenza stampa era appena iniziata (quindi in ritardo di un minuto, come modo di dire per dire in ritardo di poco), e questo è il primo senso, mentre il secondo senso è che il Ministro Brunetta è piccolino (minuto) ed era in ritardo, quindi "un minuto in ritardo" era lui!
Bravissima!!!
Ecco allora un altro giochino della stessa specie:
CRITTOGRAFIA Soluzione (6,1',5) (la seconda parola ha l'apostrofo)
Esposto: Ave Maria, intercedi per noi peccatori presso Tuo Figlio Gesù"
lunedì, 8 febbraio, 2010, 11:47
Non mi sono ovviamente fermato alla nostra epoca, e continuo ad ascoltare musica dalla radio nella macchina, nel bar quando prendo i numerosi caffè che scadenzano la mia giornata lavorativa.
Mi sento, però, come quel signore di mezza età che tanti anni fa ho incontrato in un negozio di dischi in corso Alfieri (se ricordo bene si chiamava Occhiena) che, in dialetto, disse alla commessa "vorrei un disco, ma non ricordo ne il titolo ne chi lo canta", e per farsi capire cominciò a cantarlo sostituendo alle parole il classico "la la la la".
Ebbene si. Mi sento come quel poveraccio.
Conosco di vista i Tokyo Hotel, Lady Gaga, e tanti altri, ma non li associo a ciò che hanno inciso, e provabilmente saranno anche brani che ho sentito e che mi sono piaciuti.
I SONATA ARCTICA che ho citato ieri li ho scoperti grazie alla figlia di un mio collega; ho scaricato l'intera discografia da e-mule e ne sono rimasto entusiasta.
Questa mia arretratezza musicale, questo rifiuto mentale risale all'epoca dei pank; a part qualche rara eccezione, non si può parlare di musica sentendo solamente del gran rumore
lunedì, 8 febbraio, 2010, 11:51
Non è tanto la musica la questione: ci terrei a capire un po' di più chi sono questi emo. Cabinotti e shppini sono di più semplice interpretazione, ma gli emo proprio mi sfuggonolunedì, 8 febbraio, 2010, 11:54
Era Walter Occhiena?
Tra l'altro ho un'applicazione dell'I Phone in cui fai lalala al microfono e se sei ben intonato, ottieni titolo della canzone, nome e biografia del gruppo, discografia, video presenti su You tube a altro. La uso spesso quando alla radio ascolto qualcosa che mi piace ma non conosco.
lunedì, 8 febbraio, 2010, 12:07
No. Walter Occhiena era in parrocchia con i giovani quando io ero ancora poco più che bambino, e il padre aveva una officina meccanica sempre nel quartiere; se ricordo bene era cugino della Occhiena dei Ricchi e Poveri. Dovrebbe avere una decina d'anni in più di me.
Nel negozio di dischi, invece, c'era una signora bionda ossigenata della serie "come avere 40 anni e dimostrarne il doppio".
lunedì, 8 febbraio, 2010, 12:34
Mino, sei un po' carogna o ti disegnano così? lunedì, 8 febbraio, 2010, 12:57
E' un autoritratto (per non dire che mi disegno da solo).
Però certe donne mi fanno ridere!
In ufficio avevo una dipendente della mia età, e li portava divinamente bene, però si vergognava a dichiarare i suoi anni, forse perchè lavorava insieme a ragazze di 20 anni; questo era un motivo valido per prenderla in giro.
La mia compagna Wonder Woman ha 55 anni, ma quando l'ho conosciuta 5 anni fa ne dimostrava 40.
Io venerdì prossimo avrò 54 anni, e a parte i chili di troppo che spero vadano via prima dell'estate, li porto abbastanza bene, nonostante i lunghi capelli grigi.
Incontro per lavoro un mucchio di quarantenni che ne dimostrano 60 e, credimi, per me è un conforto.
Vecchio proverbio russo: uomo infelice diventa felice quando vede uomo più infelice di lui....
P.S.: il proverbio non è farina del mio sacco; è una frace del cartone animato "Lilly e il vagabondo". Guarda un po' cosa si impara stando accanto ai nipoti...
lunedì, 8 febbraio, 2010, 13:54
Uhm....non è per nulla facile descrivere chi sono gli emo. In teoria sono, appunto, ragazzi che riprendono stili, ideali e modelli da musica e culture diverse.
Ora..
A mio parere sono ragazzi che hanno bisogno di uscire dall'omologazione attuale in cui si sentono imprigionati. Secondo loro non provano emozioni, sensazioni...e l'unico modo per farlo è procurarsi dolore. Che questo sia psichico o fisico poco importa, ma è l'unico modo per provare emozioni vere, per sentirsi vivi.
Sono giovani soli, tremendamente soli, circondati da amici ome loro....paradossalmente fuggono dal mondo classico per non essere uguali agli altri per poi ricadere in un'omologazione gruppale...l'unico modo per essere accettati no?
Avrebbero bisogno di qualcuno che li capisca e li comprenda, ma allo stesso tempo li aiuti e faccia capir loro che non è col dolore che ci si sente vivi...
lunedì, 8 febbraio, 2010, 16:14
La solitudine interiore è sempre esistita, anche quando correvano gli anni 70.
Era solo il timido che arrossiva quando doveva rivolgere la parola ad una ragazza, era solo "il grassone" che non riusciva a giocare al pallone nel campetto, era solo il ragazzino meridionale che non veniva accettato dalla comunità settentionale.
Ma anche dalla parte femminile le cose non andavano meglio; la ragazza bruttarella, meno sviluppata fisicamente o quella fedele ai sacri crismi della verginità faceva la stessa fine.
E chi fra loro alla fine veniva accettato modificava solo parzialmente la sua condizione: era solo in mezzo agli altri.
Ed era peggio.
Oggi le cose non sono certamente migliorate; ci si riempie di tatuaggi, di piercing, di orecchini per distinguersi dal "normale", tanto che si arriva al risultato opposto: l'eccentrico oggi è colui/colei che rispetta il suo corpo non mortificandolo con disegni o buchi innaturali o con comportamenti fuori dalla morale che i nostri genitori ci hanno insegnato.
Non sono certamente un moralista, e chi ha avuto modo di leggere il racconto di parte della mia vita, lo sa.
Però sono convinto che a questa gioventù manchino gli ideali della famiglia e del lavoro, sostituiti con gli effimeri piaceri di sostanze chimiche che creano lo sballo totale.
Non voglio togliere argomenti ad altri post, ma conosco ragazzi che prendono il viagra (e non fate finta di non sapere cos'è).
Sicuramente anche i nostri idoli musicali di un tempo facevano uso di droghe, ma nessuno di noi, provabilmente perchè vivavamo in un piccolo paese di provincia, si è mai sognato di prendere la stessa strada.
Oggi ci si veste come Lady Gaga, il taglio dei capelli è simile a quello del famoso cantante; la foto che hai messo sul post è il ritratto di una normalissima ragazza che va a scuola o passeggia in Piazza Alfieri, ma potrebbe essere la cantante di un gruppo più o meno famoso.
Il peggio è che potrebbe anche essere mia figlia; e un genitore è subito pronto a dire, trattandosi della figlia, che "l'apparenza inganna".
Ma nell'interrogazione a scuola e poi nel colloquio di lavoro, la prima impressione è quella che conta.
E non perchè siamo benpensanti, ma solo per una questione di serietà.
lunedì, 8 febbraio, 2010, 18:51
Grazie a ZiaWoldy, spero che altri, abbiano voglia e tempo di raccontare qualcosa di questo mondo.
L'aspetto della ricerca del dolore come opportunità per vivere delle emozioni pensavo (e speravo) che fosse solo un'esagerazione televisiva.
lunedì, 8 febbraio, 2010, 19:03
Weekend supermovimentato con colpi di scena e suspense, perciò giungo solo ora e con pochissimo tempo (i fatti sono ancora in evoluzione, ma per non fare troppo la misteriosa vi posso dire che ci sono un paio di parenti in ospedale e un padre che ritorna lentamente sui suoi passi dopo una bastonata storica e speriamo molto produttiva...).
Ma sono io la sola bamba che non ha capito l'argomento di eri? Cioè, l'ho capito, ma non è lo stesso del giorno prima??
Reduce da una clamorosa quanto insperata vittoria enigmistica, e dunque alquanto gasata per il risultato, mi accingo al secondo enigma e capisco che è stata solo fortuna con la C maiuscola...
Avevo visto tempo fa un frammento di trasmissione per i giovani su raitre (una domenica mi pare) dove parlavano di questi cosi, gli emo. E dicevano che sono dei pessimisti (ma va??) molto sensibili che ascoltano solo musica che li fa piangere, non tanto per la qualità della muusica quanto per il testo e le sonorità. Nipotini di Masini e Vallesi proiettati verso il mondo. Si riconoscono nelle emozioni del testo e della canzone e piangono perchè piangere è il modo migliore per esternare i loro sentimenti che nessuno capisce e per sentirsi vivi, capaci di emozioni. Amano sentirsi rifiutati (perchè li fa piangere, ovvio) e constatare che c'è così tanto dolore sulla terra da poter stare tranquilli: i motivi per piangere non dovrebbero esaurirsi tanto presto...
Questo è quanto ho capito io, spero di aver capito male...
Quanti imboscati sono saltati fuori! Bravi, benvenuti, avanti tutta!
lunedì, 8 febbraio, 2010, 19:19
Non so, ma ho sempre provato un sentimento di tristezza quando vedo masse di giovani che per avere una identità e non sentirsi massificati, si comportano come tanti pecoroni finendo per essere più conformisti di quelli che loro stessi tacciano di conformismo.
Forse devo ringraziare i miei genitori che mi hanno saputo far capire che una persona vale solo per il fatto stesso di essere tale, e non per come si presenta, per quanti soldi ha in tasca o per come si veste.
Ciò mi ha sempre dato sicurezza, anche quando magari ero oggettivamente diverso dagli altri perchè non fumavo, non bevevo, non andavo in discoteca, etc., etc.
Sicuramente dietro a qualsiasi "travestimento" (scusate ma lo chiamo così, perchè non mi viene in mente un termine migliore) c'è una espressione di sofferenza, perchè deleghi al tuo piercing, o alla musica che ascolti, o al modo in cui ti vesti, il compito di raccontare qualcosa di te, perchè tu non sei capace, o hai paura, di raccontare tu stesso qualcosa di te, pensando forse erroneamente che non possa interessare a nessuno.
Il nodo cruciale è: ma sono stati (o sono ancora) capaci i genitori di questi ragazzi di dar loro amore? Ho paura di no.
Tutti siamo stati influenzati dalle mode, dai modi di dire, chi più chi meno, però tendenzialmente questi fenomeni rimangono in superficie, rimanendo sempre ben evidente la personalità di ognuno.
Ma quando si è di fronte a fenomeni di questo tipo, c'è da chiuedersi che valori abbia saputo trasmettere la famiglia, che valori sappia trasmettere il sistema scolastico.
Non so che dire, e comunque mi astengo dal giudicare, perchè anche se non condivido certe scelte, penso che sia dovuto rispetto per la persona che opera quelle scelte.
lunedì, 8 febbraio, 2010, 19:55
Ciocco sei solo tu a non aver pietà di un povero parroco che la domenica cerca di prendere un po' di fiatolunedì, 8 febbraio, 2010, 21:43
Condivido il 90 % di quello detto da Atro.
Anche io sono stato abituato a essere considerato per il frutto e non per la buccia,...anche se poi nella vita tante volte mi ha fregato questa cosa: parlo troppo, me ne infischio di cose che per gli altri sono importanti, come dice Mino l'aspetto è importante e io ho sempre pensato di non travestirmi, cosicchè quello che si vede è molto simile a quello che sono e a molti non piace.
Sinceramente non me ne può fregare di meno!
Se ho vissuto fino a 50 anni così,...finirò così i miei giorni!
Ma capisco che per un ragazzo che stà crescendo è un'altra cosa; ci sono davvero famiglie in cui nascere è solo l'inizio della peggior cosa che ti possa capitare,....viverci!!
Però non condivido lo stesso l'atteggiamento di cui si parla e che -sotto questo nome - non conosco.
E' un pò la versione anni "zero" di quello che è stato negli anni 80 Vasco Rossi per molti ragazzi: l'esatto esempio di tutto quello che non si deve fare nella vita!
Chi ci casca, ha probabilmente l'impressione di staccarsi dalla massa dalla quale sente di essere già diverso per famiglia, cultura e solitudine; e la sua provocazione immagino sia quella di rendersi diverso volutamente per sottolineare un eventuale aspetto positivo di quella differenza: la sensibilità acuita dalla solitudine.
Vado a braccia, perchè di ragazzi ne vedo tanti tutti i giorni, ma mi sà che è un pò così!
Comunque è la stessa cosa che fà la droga: illude di provare quello che non riesci a provare in stato di normalità.
Credo però che le ragioni a costo di sembrare moralista come teme di apparire Mino, siano davvero da ricercarsi in una caduta completa di valori, in ragazzi "coccolati" da ogni genere di cose tranne che dalle persone; non siamo mai stati abituati ad una massificazione così imponente di imbroglioni in tutti i settori: dal mondo del lavoro a quello del privato, da quello del sesso a quello pseudo artistico, dalla mamma che ti ignora perchè ha capito che la carriera è più importante (e così ritiene di essersi evoluta) al papà che ha un senso solo quando ti paga qualcosa e che nemmeno si sogna di interrogarsi suoi tuoi sogni, dalla scuola che fà di tutto per "disinsegnarti" a imparare ( e dire che il ruolo di un insegnante dovrebbe essere - al contrario - proprio quello di togliere di mezzo ciò che ti impedisce di imparare!) alla play-station che ti paralizza davanti a un cubo anzichè farti sfiatare dietro un pallone, dal vicino di casa che vince una somma di denaro e il giorno dopo non ti saluta più alla solitudine dell'abbandono da parte della famiglia (che poi quasi non esiste più) della chiesa che non fà più nulla per attirare i giovani a sè, del mondo adulto che si preoccupa soltanto di allungare oltre ogni previsione l'età centrale della vita: probabilmente la più stupida se questi sono i risultati!
Una mia amica che insegna italiano alle medie, mi ha raccontato la settimana scorsa che un suo allievo ha raccontato a tutti in classe che papà abita lontano, in un altro paese,....e non è affatto vero invece. Lorenza le ha domandato perchè raccontasse a tutti questa storia e lui gli ha risposto: non lo dica, la prego, sono l'unico che non ha i genitori separati, sennò mi sfottono tutti!
Con queste premesse è davvero difficile aspettarsi qualche cosa di buono da una società che trova nel marcio la possibilità di reinventarsi....
lunedì, 8 febbraio, 2010, 21:54
'Azz, Fabio! Più di 200 visite, sei diventato più popolare di Vespa!
Appena ho un'oretta davanti aggiungo qualcosa sulla mia prospettiva della musica oggi; e spero di renderti anch'io un piccolo servigio....
lunedì, 8 febbraio, 2010, 23:05
Ovviamente io parlo per le mie esperienze personali, senza la presunzione di voler insegnare o peggio ancora essere un modello di vita, una pietra miliare o un faro nella notte tempestosa (come sono belle queste parole; mi sembra strano che le scriva io).
Per il mio carattere scherzoso non sono mai stato preso sul serio dai figli quando erano figli; mi piace per questo dare la colpa alla mia ex moglie, ai miei genitori che le crescevano come "povere bambine abbandonate dal padre".
Do per scontata la buona fede dei miei genitori, ma i risultati hanno visto le mie figlie giustificarsi con gli insegnanti per lo scarso rendimento perchè "tristi a causa della separazione dei genitori"; e questo fino alle superiori, benchè fossero passati abbondanti dieci anni.
Che figlie di buona donna!!! (in senso buono).
Sapevano che grazie al loro stato di "abbandono" potevano ottenere ciò che volevano, e ne approfittavano alla grande.
Ma nella vita quando le basi sono fragili o si barcolla per sempre o si demolisce e si ricostruisce.
Ha ragione Altro: era un travestimento; e fortunatamente per loro, hanno scelto la seconda soluzione.
Sono cambiate col matrimonio, diventando madre e futura madre (a maggio avrò un altro nipotino).
Ruè, quando dico che l'aspetto è importante, mi riferisco al mondo del mio lavoro, dove per vivere devi essere preso sul serio, devi essere credibile, devi essere professionale.
E mentre la credibilità dell'agente di commercio è al 90% nell'aspetto fisico, nel "primo impatto", la professionalità viene con il dialogo che hai con la controparte, anche se in un momento immediatamente successivo.
I miei ragazzi vendevano contratti telefonici entrando nei negozi con jeans e maglietta, ma quando sono passati al settore aziende hanno capito da soli che dovevano mettersi giacca e cravatta; a maggior ragione nelle riunioni d'area, ed era divertente vederli prendersi in giro.
Anche io lavoro con giacca e cravatta, ma delle mie circa 150 cravatte una buona metà sono eccentricamente indescrivibili; quando i capelli erano ancora biondi con piccole sfumature grige, li raccoglievo nel codino alla Fiorello.
Oggi, che sono più bianchi che grigi, non ho più il codino ma escono lo stesso dal casco (quando lo metto); in più c'è la barba che mi dona l'aspetto del nonno.
Scusami Fabio se faccio discorsi che non puoi capire; per stare in ordine faccio lo shampo un giorno si e uno no.
Torniamo seri.
Noi abbiamo il vantaggio di aver cresciuto i figli nel bene e nel male, con le nostre vittorie e le nostre sconfitte; facciamone tesoro e insegnamo ai nostri figli il modo migliore per crescere i loro figli, i nostri nipoti.
P.S.: è vero Fabio, sono una carogna.
lunedì, 8 febbraio, 2010, 23:57
Mino, quel che un tempo fu giardino, oggi è piazza, ma il fascino, quello resta. Hai ragione: sei una carognamartedì, 9 febbraio, 2010, 08:42
Nevica!
Concordo con Mino. Anche se spesso i genitori sono presi da mille cose che reputano più importanti, o meglio, più urgenti del dialogo con i figli, i figli spesso se ne approfittano per sedersi sugli allori e recitare la convenientissima parte della vittima. Non tutti, ma tanti sì. Per questo questi "emo" non mi fanno pena: per il semplice fatto che VOGLIONO fare pena, e già questo sa di studiato e recitato. E' un comodo appiglio per farsi giustificare e per attirare l'attenzione (non solo quella degli adulti, anche quella dei coetanei) in un periodo della vita in cui è certamente faticoso formarsi un carattere con delle opinioni proprie, senza farsi influenzare dai vari "devi pensarla così" disseminati ovunque. La fatica, in ogni sua forma, viene aggirata a priori fin da giovanissimi: molto più comodi i 4 salti in padella, tanto per usare una metafora gastronomica.
Sono sempre esistite queste "tendenze" di gruppo, ma si sono anche raffinate le tecniche per avere massima resa con minima spesa...
Mino hai ragione: cresciamo i nostri figli con i nostri errori, ma purtroppo spesso trasmettiamo loro degli schemi mentali distorti che loro assimilano come normali e facilmente li ritrasmetteranno distorti ai loro figli perchè inconsciamente abbiamo insegnato loro che è così che si cresce un figlio.
Recuperare con i nipoti non è uno scherzo, dato che l'intromissione di un nonno è spesso percepita dal genitore come invadenza e come accusa nei confronti del proprio metodo educativo. Però è molto utile ammettere i propri errori e evidenziare i modi in cui si è arrivati a comprenderli per trarne preziosi insegnamenti. Lavoro di squadra, per quanto possibile, insomma.
martedì, 9 febbraio, 2010, 11:33
Riprendendo quanto detto da me ieri e quanto scritto da tutti voi, secondo me alla fine quei ragazzi che si vestono in maniera strana, che si bucano di piercing dappertutto, che sono ribelli, che etc. etc. stanno gridando (metaforicamente parlando, perchè purtroppo non riescono a gridare davvero a parole): "QUALCUNO MI ASCOLTI,QUALCUNO SI INTERESSI DI ME, QUALCUNO SI PREOCCUPI PER ME, QUALCUNO MI DICA CHE MI VUOLE BENE!".
Penso che anche il teppista che fa a pugni per la strada con i coetanei nella maggioranza dei casi lo dìfaccia per avere attenzione.
Mi ricordo che quando frequentavo la scuola media Jona, ormai quasi trent'anni fa, di ragazzi "terribili" (che brutta cosa poi l'etichetta che si è abituati a dare, perchè chi si ritrova etichettato bene o male finisce per comportarsi come l'etichetta che ha appesa al collo dice) ce n'erano parecchi.
Ebbene, grazie allo sport (ci si trovava per pallavolo, atletica) quando andavi oltre alla facciata e magari chiedevi ad uno di questi ragazzi: "Come va'?" o magari semplicemente decidevi di palleggiare con lui a pallavolo (piccolo gesto di distensione, del tipo "voglio palleggiare con te, sì proprio con te che sei considerato uno scarto da evitare" perchè giochi bene"), scoprivi che dietro alla loro facciata da teppista c'era una voragine di amore non dato, ed appena ricevevano una briciola di bene o una parola vedevi proprio una trasformazione, quasi una riconoscenza nei loro occhi per te che "avevi dato loro un po' di corda".
ASCOLTARE, possibilmente con un po' di empatia, è la cosa più importante che possa fare chiunque, e soprattutto, credo, un genitore o un insegnante, o un educatore in generale.
Buona giornata a tutti!
martedì, 9 febbraio, 2010, 17:24
Capisco benissimo quel che dice Ruè: so bene che con l'abito forse farei più il monaco, ma è una scelta ben precisa quella di rendermi accessibile a chi cerca qualcosa di più di un ruolo. Penso che in fondo siamo in tanti e qualcuno è più portato per restare nei "paraggi" mentre qualcun altro, ama maggiormente le zone periferiche. C'è posto per tutti e uno stesso annuncio ha persone differenti a cui rivolgersi. mercoledì, 10 febbraio, 2010, 22:03
IL FIAMMIFERO PIù CORTO!!
Il moltiplicatore!
Ecco cosa manca a questi ragazzi, prima di tutto!
Se prendiamo un numero qualsiasi e lo moltiplichiamo per il moltiplicatore 1, darà sempre sè stesso e mai di più!
Perciò se qualcuno di questi ragazzi, ha con sè il numero 3, verrà fuori il numero 3 anche dopo grandi sacrifici, se qualcuno per sua natura ha il numero 184, verrà fuori il numero 184...
Nessun omaggio! Per capirci, nessuno sconto sulla realtà!
Nulla che possa moltiplicarsi se si vive con "dogma" e....non è così per gli altri invece! E loro lo sanno molto bene! E lo imparano molto presto!
Inutile illudersi,....qualcuno - superbamente - sostiene che è soltanto frutto di sacrifici e i risultati arrivano; ma non è affatto vero questo, e comunque non alla loro età: certo una vita intera alla fine qualcosa rende; ma chi ha 15-18-pure 20 anni oggi,....non glie può fregà de meno!
Si vede soltanto il proprio limite, sovente fisico, a volte mentale (ma è sempre fisico comunque!) e non si riesce ad accettare che se si fosse nati in un'altra famiglia, la propria "scarsità" avrebbe potuto "arrampicarsi" e trovare un moltiplicatore superiore ad 1, fosse pure 2 sarebbe già raddoppiata la propria riuscita a parità di dote!
Ci vuole tutta la vita per riuscire magari a portare quel moltiplicatore a 1,2 e c'è di che riempirsi la gola di grida se si vede soltanto la propria misura, c'è di che contarsi i lividi sulla pelle se si prendono sempre botte.
Chi ha dato le carte si è distratto un attimo e non si è accorto non sono pari per tutti? Non si è accorto nemmeno che ci sono interi continenti enormi, sfruttati da altri continenti minuscoli in confronto, e che i primi muoiono di fame e stenti e i secondi pensano alla prossima diavoleria che uscirà sul mercato?
Che Dio pasticcione e disattento alla sofferenza!; e dire che Lui sà cos'è molto bene! L'ha provata come noi e più di noi e per difendere noi anzichè sè stesso - come facciamo tutti noi invece e come fanno anche questi "emo" e company!
E allora?
Forse dovremmo tutti tornare a ragionare più seriamente su quelle paginette che ci ha lasciato LA VITA e comprendere che non è - ancora una volta - la prestazione che ci è chiesta, che non è la potenza a macchia di leopardo che riempie i nostri appetiti più reconditi, che non è l'avere meno (sia in termini fisici che economici o di condizione) a compromettere il nostro futuro, il nostro giudizio!
Semmai il contrario!
Perchè "a chi è stato dato molto sarà chiesto molto" e viceversa...
Si è perso tutto! Si è perso l'uomo per strada e ogni tanto ancora ci voltiamo e ci stupiamo che siano sempre maggiori le fasce di persone che soffrono quando invece hanno (già oggi) le condizioni per godere della vita, si è dimenticato non di dare loro " le carte giuste" per giocare,....ma di spiegare il regolamento ed il FINE del gioco.
Quando dicevo - Fabio - che nemmeno più la chiesa si offre ai giovani, non intendevo certo incolpare te e del resto nessuno con precisione, piuttosto mi riferisco ad una situazione in cui chi ha la fede si deve quasi nascondere, chi si comporta (o cerca di farlo) secondo quella che essa prescrive, lo fà quasi scusandosi per il suo comportamento anacronistico e un pò in lite con MAMMASCIENZA!
E invece no!!, il giovane non ha bisogno di messaggi confusi e slabbrati, non ha bisogno di comportamenti stentati e col permesso del mondo laico, non ha bisogno di un cristianesimo tanto annacquato da poter essere interpretato più come un vademecum del moderato o del cittadino evoluto e occidentale (un pò come vorrebbe la lega!), non ha bisogno ancora una volta di essere educato al peccato (fin dalle scuole e dalla società di base) per la paura di essere scambiati per moralisti! ecc....
Il ragazzo - oggi e sempre - crede soltanto a colui che vede sicuro, a colui che OSA gridare nel deserto come Giovanni, a colui che non teme di essere solo contro cento o mille, a colui che sempre dirà e si comporterà di conseguenza: il suo credo,...e lo urlerà ai 4 venti se necessario, anche a discapito della tranquillità del suo futuro....
Se non si recupera un minimo di SICUREZZA e lo dico a "voci maiuscole", se non si recupera la forza del Vangelo e la "fede dei piccoli" in esso, se non ci si comporterà nemmeno lontanamente come stà scritto là sopra, come potremo essere creduti?
C'è bisogno di tornare alle origini, e comportarsi come i primi cristiani, senza se e senza ma, allora troveremo seguaci con la forza di coloro che ci hanno "spinto" la VERITA' fin qui, allora saremo non solo creduti, ma cercati per la serietà di cui ci faremo testa e corpo, per il profumo che i nostri passi lasceranno al loro passare, e se chi ci segue non avrà "capito" tutto, sarà riempito dallo Spirito Santo di quanto gli manca per SAPERE,...
Torniamo ad essere un modello credibile!
E non mancheranno i proseliti, e anche chi ha paura di essere inghiottito dalle tenebre, come tanti giovani pieni di informazioni su ciò che serve e ciò che "funziona" e ciò che rende indipendenti da tutti, ecc..(a seguito del modello americano e nordeuropeo) ma vuoti nel pensiero e nell'animo; torneranno a riconoscere che anche su questa terra esiste un àncora credibile, che esiste una fonte alla quale abbeverarsi e imparare a congiungere le mani nella preghiera,...a congiungere mani tanto diverse tra loro e scoprire che si incontrano perfettamente e sono fatte le une per le altre: soltanto così, anche chi pensa di "essere" o "avere" qualcosa in meno di altri, potrà rendersi conto della sua unicità, della sua funzione e della sua vita voluta proprio così...ed insostituibile, e ridare senso ad una vita che altrimenti vista e proiettata soltanto sulla competizione: perde di senso, se si scopre di avere avuto il "fiammifero più corto" nel gioco....
Proprio quel fiammifero più corto, ma che accende la fiamma e la passa agli altri...
Vivere poveri a volte è l'unico modo per morire ricchi!!
giovedì, 11 febbraio, 2010, 11:17
..sono d'accordo con ALTRO è sicuramente un urlo di richiesta di attenzione nei riguardi della gioventù ... secondo me però, ultimamante, un po' troppo "malata" di protagonismo...
ci siamo passati un po' tutti in questi ultimi 25 anni, per quanto mi ricordo, dai paninari, ai punk, ai new rockabilly, ai dark ecc...
l'importante era ed è ancora oggi, essere alternativi;
ora gli emo...e mo' cosa ci dobbiamo ancora aspettare?!?!?!?!?
giovedì, 11 febbraio, 2010, 11:19
Naturalmente sentiremo i nostri ragazzi e vedremo che cosa ne pensano...visto che...dicono di leggere gli interventi, ma hanno paura di scrivere direttamente sul blog...venerdì, 12 febbraio, 2010, 20:10
Mmm...
Gli emo sono persone assai strane, a parer mio.
Non riuscirò mai a comprenderle veramente...
Diciamo che ormai si etichetta una persona per il modo di vestire, il taglio di capelli, la musica che ascolta.
La gente parla degli Emo come dei depressi cronici, molto punk, masochisti.
Però alle volte, essere un po' come loro, potrebbe far comodo.
Trovano "felicità" nel dolore... O almeno, così penso.
Sarebbe bello riuscere a provare la stessa emozione, riuscire a trovare una specie di nota positiva nella tristezza...
I brutti momenti si supererebbero in un batter d'occhio.
Ma poi, non so...
venerdì, 12 febbraio, 2010, 20:38
La malinconia dei 14-15 anni ce l'avevo anch'io, e non è vera tristezza, anche se c'è un certo appagamento nelle note tristi.
Noi ascoltavamo De Andrè Guccini e Vecchioni, e le note di tristezza sicuramente non mancavano.
Ma poi la vita prosegue e nelle pesone sane, psicologicamente anche instabili ma sane, tutto questo si attenua e rientra in connotati di vivibilità e minor eccentricità,....perchè poi al di là dei termini, che cambiano ogni mezza generazione, di questo si tratta: di una prima consapevolezza di sè stessi non più come appendice dei genitori, e il più delle volte ci si identifica maggiormente con chi prova dolore,....poi la vita sovente (troppo sovente!!) rivela il lato opposto della medaglia e dal godere nel provare dolore, si finisce col provocarlo agli altri, a volte anche godendo della loro presunta inferiorità (più che altro per garantirsi una patente di superiorità a qualcuno)!
lunedì, 1 marzo, 2010, 00:20
La video risposta dal gruppo giovanissimi...
http://www.youtube.com/user/I3Desperado ... YusjIDWMHc
buona visione...
e ancora auguri Nik
lunedì, 1 marzo, 2010, 09:49
Fenomeni!!!Questi 3 hanno un futuro nel mondo dello spettacolo! Davvero, hanno fatto piangere anche me! Non sono registrata su Youtube perciò non ho potuto lasciare un commento, ma dì loro da parte mia che sono strepitosi!
lunedì, 1 marzo, 2010, 10:26
E dopo Zelig Circus siete capaci di esprimere un'opinione?lunedì, 1 marzo, 2010, 10:37
Credo che l'abbiano espressa...lunedì, 1 marzo, 2010, 12:13
Esprimere un'opinione e prendere per i fondelli non sono esattamente la stessa cosa. Chissà se riusciamo a ridere allo stesso modo anche quando qualcuno decide di fare un video sui bravi ragazzi in parrocchia...lunedì, 1 marzo, 2010, 12:23
E' possibile, perchè no?
A parte la simulazione del taglio delle vene (un po' di cattivo gusto, anche se rispecchia la tendenza di quella tanta parte di emo che amano "tagliarsi" che più che derisa andrebbe compresa), mi hanno fatto ridere per i giochi di parole e le trovate come la tartaruga...
lunedì, 1 marzo, 2010, 13:15
Avrei preferito capire qualcosa di più, ma evidentemente non è possibile. Passo e chiudo a questo proposito e mi riprometto di evitare in futuro di toccare argomenti di questo tipo, perchè dietro a un ragazzo che sceglie di farsi male, scusatemi tanto, ma non riesco proprio a ridere. lunedì, 1 marzo, 2010, 13:42
Non giudicatemi fuori dal mondo, ma non sono riuscito a capire se si trattava di Zelig o se era un filmato reale.
Non lasciatemi con questo atroce dilemma.
Grazie
lunedì, 1 marzo, 2010, 21:37
Si possono dire parolacce?
Nooooooo?
Bè!,...pensatele tutte, comunque!
Chi sono sti due del filmato che propone Merfe?
Datemi del balordo se credete, ma mi pare che CioccoStè sia stata fin troppo clemente!
Sono forse i nipotini di quelli che vanno a fare le rapine non perchè hanno bisogno di soldi, ma per l'emozione tremenda che si prova e per diventare "famosi"?
Sono forse i fratellini di quelli che giocano sui binari dei treni a chi scappa per ultimo prima che passi il treno?
Sono forse ragazzi stramegaviziati, stronzi completi a dirla stretta, che farebbero prostituire la madre o la sorella pur di avere un loro minimo di gloria!
Non provo mai schifo per delle persone, ma a volte distinguere il fatto dal suo autore, è un lavoro da "attaccafrancobolli"!
Mino, non c'è posto ancora per qualcuno a caricare e scaricare pietre? Almeno finirebbero di scherzare sui drammi veri, visti dalla lontananza di anni luce iperprotetta da una società decadente, che si può permettere di simulare il dolore per la gioia di provare un'emozione,.....irriverenti del tutto nei confronti di tutti coloro che il dolore lo conoscono dal di dentro!
Si può dire "feccia"?
Noooooooo?
Eppura questa situazione lo è!
Forse solo un duro lavoro manuale, li renderebbe un pò più uomini e coscienti per lo meno della stanchezza se non del dolore, per abituarsi a non giocare con le cose vere!
Ecco, proprio questi sono tra i rischi che vedo più GRANDI dell'abuso del mondo virtuale, l'incapacità completa di distinguere il mondo reale da quello virtuale che si sono abituati a " spiare" dal riparo di un video, come ogni buon guardone,...più che a vivere!






