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Mi ritorni in mente 
sabato, 6 febbraio, 2010, 08:10


"Mi ricordo montagne verdi" e, la mia amica Daniela, un'amica d'infanzia che portava sul balcone un mangiadischi e ascoltava "Due delfini bianchi" di Piero e i Cottonfields. Suonava l'anno 1972 e la leggerezza dei testi andava di pari passo con l'illusione che il mondo (quello che non si è fermato mai un istante) sarebbe andato sempre meglio. I cantautori era ancora a me sconosciuti e mentre Drupi con voce roca intonava "Vado via", Baglioni "Agonia", rispondeva con la sua maglietta fina.
In realtà, alle canzoni più in voga, preferivo il Beat dei Rokes, di Mal dei Primitives e di una Patty Pravo ancora lontana dall'ostentazione della erre moscia.
I miei fratelli erano un passo oltre (più grandi ovviamente) e in casa si condivideva un giradischi in cui potevano suonare i Pink Floyd e subito dopo, Gianni Morandi.
Quando esplose "Bennato", allora, iniziai a dare retta anche alle parole e a pensare alla musica in termini di contenuti: quando scoprii "Storia di un impiegato" e "Non al denaro nè all'amore nè al cileo" consumai le tracce di quei 33 giri e un terzo: li ascolto ancora adesso quando mi punge vaghezza e nostalgia.
Riprendiamo il gioco interrotto ieri e "facciamo memoria" dei Long Playng o dei Cd che appartengono ai nostri 15-20 anni e per i quali, conserviamo gelosamente un affetto del tutto particolare.
Oltre ai due dischi di De André già citati, voglio ricordare in ordine sparso:
-Breakfast in America dei Supertramp che ho consumato nelle sue versioni cd, mc e ricomprato in cd
-Trapezio di Renato Zero per quel ritratto di artisti falliti che perdendo tutto si riscoprono umani
-La torre di Babele di Bennato per quella voglia di affermare che non è giusto
-Wish you where here dei Pink Floyd per quei suoni che oggi potranno far sorridere, ma allora...
-I Lupi di Ivan Graziani e quella voce stridula che suonava come una corda tirata un'ottava sopra e aggiunta alla chitarra
-Oltre la collina di Mia Martini che mi catturò con la sua copertina
-Bandaberté di Loredana Berté perchè talvolta il rock suonava anche in Italiano
-700 giorni di Ivano Fossati perchè mi ha fatto compagnia per qualche giorno in più.
Passo la parola, non prima di augurare a tutti un buon fine settimana che le previsioni danno col valore aggiunto di un po' di sole.

dieffe 
sabato, 6 febbraio, 2010, 11:43
Il mondo tace, anzi è afono questa mattina? :FIS:

hermione 
sabato, 6 febbraio, 2010, 13:17
chiedo venia, per gli ultimi 4 post rimedierò il prima possibile!


cioccoSte 
sabato, 6 febbraio, 2010, 17:27
I miei LP li ho tenuti tutti, anche perchè non sono poi tantissimi.

Ho la discografia completa di Antonello Venditti, fino a Benvenuti in paradiso incluso.
Sono invece affezionatissima a Live in Australia (with the Melbourne Symphony Orchestra) di Elton John.
Poi... La mia moto di Jovanotti :WHAT:
Plastique Bertrand e il suo PINGPONG (reduce da Hula Hop 45 giri)
Poi c'è la raccolta di musica classica con cui mi innamorai perdutamente di Chopin all'età di 8 anni;
e infine la raccolta delle opere di Verdi con cui imparai ad amare anche la lirica.

Tutto il resto della mia vecchia musica è su cassette e poi naturalmente su migliaia di cd

:IH:Altro, sto aspettando il verdetto!

Mino 
sabato, 6 febbraio, 2010, 18:30
Partendo dal concetto che la musica è la voce di Dio, devo pensare che negli ultimi anni Dio sia un po' arrabbiato per il rumore (si proprio rumore) suonato da gruppi-meteore moderni o le cazzate messe in musica dai moderni cantautori che, come Cristicchi, vanno anche a vincere Sanremo dedicando una "dolce" canzone ad un pazzo.
In quell'anno io e la mia compagna vivevamo in casa con un pazzo, e sappiamo solo noi come.
Ma rimaniamo in tema, mettendo da parte la nostalgia per il vecchio giradischi da 33, 45 e 78 giri su cui si ascoltavano Battisti, i Bee Gees, i Pooh, e tanti altri.
Il primo ad acquistare uno stereo fu l'amico Ezio, che aveva tutta la raccolta di Battisti; scoprimmo così la differenza fra il giradischi e lo stereo, che è la stessa che passa fra la macchina da scrivere e il computer, fra il televisore in bianco e nero e quello a colori. Che nostalgia!.
Ricordo il magico flauto di Jan Anderson dei Jethro Tull, la chitarra di Richard Blackmore, la voce di David Coverdale e la batteria di Jan Paice dei Deep Purple, la chitarra di David Gilmour dei Pink Floyd e qui mi fermo per ovvie ragioni.
I Beatles appartenevano ormai a qualche anno prima (non sono poi così vecchio) e i cantautori facevano ancora troppa politica.
Amo la musica, quella che mi trasmette emozioni, che mi cambia lo stato d'animo, che mi fa commuovere, che mi ricorda momenti belli o brutti; sarebbe riduttivo elencare alcuni artisti lasciandone fuori altri.
Ma visto che è un gioco, giochiamo, ma non sui titoli.
Voglio giocare sugi artisti.
- Il cantautore per eccellenza: FABRIZIO DE ANDRE'; gli altri saranno anche bravi, ma troppo commerciali e troppo preoccupati a vendere dischi.
Nella semplicità della sua musica fatta di pcchi e semplici accordi riusciva a metterci parole stupende e anche trasgressive per l'epoca; "Carlo Martello che ritorna dalla battaglia di Poitier", "un giudice", "il gorilla", "La guerra di Piero" sono poesie regalate alla musica.
- La voce femminile per eccellenza: MINA che anche oggi non più giovane è di una perfezione vocale incommensurabile.
- Il gruppo straniero: gli EAGLES; e c'è un motivo preciso: rappresentano il mio sogno nel cassetto: fare il coast to coast in sella alla Harley.
Non so se si realizzarà, ma per il momento mi accontento di fare dall'Adriatico al Tirreno sulla Suzuki; non è la stessa cosa, ma è meglio che niente.
- Il gruppo italiano: I POOH; ci hanno accompagnati nelle nostre feste in casa, quando ci si provava da ragazzi a vedere se lei ci stava o no, e senza spegnare la luce o abbassare le tapparelle perchè nell'altra stanza c'erano i genitori.
E voi giovani non mettetevi a ridere; la vostra libertà è anche frutto della nostra educazione.
- La voce maschile: ovviamente LUCIO BATTISTI, e non c'è bisogno di spiegazioni; ho appreso la notizia della sua morte dalla radio della macchina, ed istintivamente ho cantato "Mi ritorni in mente".
- Il gruppo rock: I DEEP PURPLE; un felice accostamento di musicisti bravissimi che si completavano l'uno con l'altro.
Li ho visti dal vivo qualche anno fa, invecchiati, ma con la stessa grinta; non c'era Richard Blackmore che nel frattempo ha cambiato genere musicale. Peccato.
- Il gruppo rock italiano: la PFM; stessa motivazione. Hanno composto anche la sigla del TG 5.
- Il cantautore vivente: sono indeciso fra BAGLIONI e RAMAZZOTTI, e li metto a pari merito. Il primo per i testi sempre attuali, ed il secondo per aver avuto la capacità di duettare con artisti molto più famosi di lui. Ascoltate "MUSICA E'" in coppia con Bocelli; l'ho insegnata alla mia nipotina. Promette bene.
La cantante straniera: TINA TURNER, e non perche mi ha dedicato "Simply the best", ma per la sua grinta, immutata nonostante gli anni passano.
- L'anticonformista: ZUCCHERO; non c'è un solo suo titolo che non mi abbia regalato emozioni.
La mia collezione di MP3 spazia anche nel classico e nella lirica; ne parleremo quando Fabio vorrà.:IPNO:

fabio 
sabato, 6 febbraio, 2010, 19:06
Fabio non nega a nessuno di allargare e andare oltre...quando vuoi MIno!!!:FEST:

Ruè 
sabato, 6 febbraio, 2010, 22:56
Come molti di voi sono stato fanatico di Fabrizio De Andrè, tra il buon cantautorato italiano lo consideravo (e lo considero) un altro pianeta!
Una volta, durante un'intervista domandarono a Fabrizio cosa pensasse di Lucio Dalla; rispose: è bravissimo,...sarebbe ancora più bravo se non avesse sempre cercato - venendo da un ceto medio basso - di elevare il suo stato arricchendosi con la musica; per contro io venendo da un ceto molto alto, non ho mai cercato il denaro. Ho sempre soltanto scritto quello che sentivo senza preoccuparmi della riuscita commerciale.
Questa è esattamente tutt'oggi la mia unica idea di musica!

Poi tutti gli altri italiani importanti da Bennato a Finardi a Dalla a Battisti (anche se c'era in giro la voce che fosse finanziatore del MSI, e molti per questo lo odiavano a priori, io ascoltavo solamente la musica, certo non mi era simpatico, però la musica è un'altra storia!) fino a Branduardi e Fossati e altri che non ricordo più,.....entrarono in casa mia in formato di 33 e uscirono appena sposato durante il primo furto che subii, nel quale mi fù anche sottratto lo stereo, l'amplificatore per chitarra e varie altre cose...
Tra i gruppi il Banco del Mutuo Soccorso con "cavalli corpi e lance rotte" fù una rivelazione, la PFM a seguire - soltano quando ci conoscemmo di persona al CPM di Milano (la sua scuola) con Francone (Mussida), rivelammo l'uno all'altro tutta l'antipatia personale che nutriva due scuole tanto diverse e scomparve un poco l'amore per quel gruppo; poi Le Orme, i Delirium e così via; per gli stranieri ovviamente i Led Zeppelin regnavano incontrastati in camera mia e ricordo di aver detto più di una volta che se un giorno avessi dovuto morire, lo avrei potuto sopportare soltano con "whole lotta love" sparato a tutto volume....!
Ero pazzo!
Seguivano a ruota i Pink Floyd, con l'unico neo di apparire (allora, oggi farebbe ridere) un pelo troppo intellettuali: in realtà si trattava di 4 architetti che misero sù il gruppo senza avere nemmeno una minima conoscenza musicale, e inizialmente tentarono di supplire a questa mancanza applicando la loro fantasia ai trucchetti che cominciavano a fare capolino tra i ritrovati elettronici, successivamente impararono qualche rudimento musicale ma il loro talento rimase quello di unire magistralmente suoni e rumori, di inventare la suite- rock, ovvero un intero disco suonato di seguito collegando le diverse canzoni tra loro con interludi e...la chitarra di Gilmour.
Essendo un chitarrista, da ragazzino trionfavano anche sul piatto del mio stereo i vari Jeff Beck, Eric Clapton, Billi Joe, Jennifer Batten e via di seguito....
E poi i numeri sarebbero interminabili: da Simon e Garfunkel a Crosby Stills Nash and Young ai Jefferson Airplane ad Emmerson Lake and Palmer a Jimmi Endrix a Lou Ride; potrei andare avanti per pagine a citare nomi e dischi che ho comperato dei quali i più hanno fatto la fine degli italiani nel furto a casa mia!
Molti sono stati ricomperati in cd, ma è un'altra cosa!
Anzitutto la grafica, poi il fascino, poi il vinile quando è nuovo è più frizzante sulle medio-alte,...però dovrebbe durare per sempre!?!?
Sull'altro fronte c'erano gli studi chitarra classica e quindi tutti gli autori del 7-800 che non starò quì a citare che erano il mio pane quotidiano nello studio e nell'ascolto dei grandi interpreti di cui possedevo altrettanti dischi (a 20 avevo più di mille dischi! oggi sicuramente di meno); citerei tra quelli che mi hanno più coinvolto - ovviamente allora - Fernando Sor, Aguado, Moreno Torroba, Villa Lobos e tanti tanti altri.
Poi oggi ovviamente il discorso è molto cambiato, avendo aggiunto centinaia di nomi nuovi ai miei cd; ma questo è davvero un'altro capitolo, che - se dovrò affrontarlo - non sarà soltanto rivelatore di un periodo e di una pila di scatoloni di dischi dal passato - ma coinvolgerà forzatamente anche le idee che sono maturate in me non soltanto a livello musicale!

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